Manifesto

Dall’ultima Conferenza nazionale (2012) ad oggi, tanti avvenimenti hanno cambiato il clima sociale, sindacale e politico. La frase che più si ripeteva in quei giorni – le mobilitazioni stanno colpendo tutta Europa, quelle lotte segnano il futuro anche per l’Italia – comincia ad avverarsi. Nell’autunno 2014 abbiamo visto il riprendere delle lotte in Italia, con il principale sindacato italiano costretto a scendere in campo, e un Governo che, di fatto, dichiara: “la musica è cambiata, il periodo della concertazione è finito”. Un milione di lavoratori e giovani mobilitati il 25 Ottobre, poi una serie di scioperi metalmeccanici fino ad arrivare allo sciopero generale del 12 Dicembre 2014, tanto richiesto dagli stessi lavoratori, fra cui cova una rabbia sempre crescente. La rabbia contro il sistema non si è vista solo nell’adesione di massa a quello sciopero generale (70%), ma anche nel crollo degli iscritti ai partiti complici delle politiche di austerità (-400 mila tessere in un anno nel Partito Democratico) e nell’astensione record alle elezioni regionali del novembre 2014 dove non ha votato nemmeno il 40% degli aventi diritto. La repulsione verso questo sistema politico ed economico che sta condannando intere generazioni a non avere futuro, si vede a livello mondiale. Regimi che si pensava fossero incrollabili sono stati spazzati via dal vento delle Primavere Arabe, in Grecia e Spagna si è vista l’avanzata delle forze anti-austerità mentre gli Stati Uniti, patria del capitalismo, sono stati sconvolti prima da Occupy Wall Street e poi dai fatti di Ferguson. In questi paesi assistiamo a periodi di avanzata delle lotte e ad altri di stasi o anche di riflusso: è normale, il percorso per trovare una via d’uscita da un sistema di oppressione è tortuoso. Ma ovunque le masse si stanno ponendo il problema di trovare questa via d’uscita. I giovani non sono immuni a questo clima: in molte di queste mobilitazioni erano in prima fila, come ad esempio in Messico, che per tutto l’autunno 2014 è stato sconvolto dal movimento studentesco. In Italia, come abbiamo detto prima, questo clima anti-sistema si respira, si percepisce, ma deve essere organizzato. Sempre in Lotta – Coordinamento Studentesco, con un giusto bilancio dell’autunno 2014 e un’attenta analisi della fase nazionale e internazionale, si pone l’obiettivo di organizzare gli studenti delle scuole e delle università in un momento in cui le direzioni giovanili sono in forte crisi, proponendo nel movimento metodi di lotta vincenti e un programma all’altezza della situazione; e soprattutto all’altezza del desiderio di riprenderci il nostro futuro, sapendo che per poterlo fare è necessario un cambio dell’intero sistema.

CONTATTACI E RICHIEDI UNA COPIA CARTACEA DEL NOSTRO MANIFESTO!

info.sempreinlotta@gmail.com

Leave a Reply

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.