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Comprendere il mondo per trasformarlo

Se proviamo a guardarci intorno, quello che vediamo è un mondo terribile e apparentemente senza speranza di miglioramento: una crisi economica globale che perdura da otto anni e non accenna a terminare, guerre tremende con conseguenti migrazioni di persone che hanno perso ogni cosa, attentati sanguinosi perpetrati nel cuore dell’Europa. Molti di noi, soprattutto i giovanissimi, non hanno vissuto altro che la crisi economica, non ricordano altro che le difficoltà dei propri genitori ad arrivare alla fine del mese. Abbiamo tutti la chiara sensazione, in definitiva, che il mondo così com’è non funzioni, che vada cambiato sin dalle fondamenta. Ma spesso non sappiamo come farlo.

Innanzitutto ci imbattiamo nella classe dominante, rappresentata nel nostro paese soprattutto dal Partito democratico, che cerca ogni giorno con meno successo di spiegare che la necessità oggi è quella dei sacrifici (fatti da tutti tranne che da loro stessi, naturalmente), che la disoccupazione è un danno collaterale sgradevole ma necessario, downloadche bisogna “aspettare e stringere la cinghia” accettando le misure di austerità imposte dall’Europa per “uscire dalla crisi”. I governi europei di destra, centro o sinistra sono divisi su tutto, tranne che sulla parola d’ordine “austerità senza fine”, da far pagare ai lavoratori e ai giovani di tutto il continente. Il disgusto verso governo e padroni è generalizzato, ma esiste un’alternativa?

A destra, dalla Lega ai Fratelli d’Italia, non fanno altro che blaterare sugli immigrati che “rubano il lavoro agli italiani” e che “vivono in alberghi di lusso prendendo 35 euro al giorno”. Polemiche inconsistenti che puntano a scatenare una guerra tra poveri dividendoli in base all’appartenenza etnica e religiosa, facendo il gioco dei padroni. Se non c’è lavoro è perché il governo ha versato incentivi a pioggia alle imprese che se li sono intascati (vedi Jobs act) e quando sono finiti quelle stesse imprese hanno lasciato a casa i lavoratori. Oppure addirittura sfruttano il lavoro gratis degli studenti, con la famosa “alternanza scuola-lavoro”, impiegati massicciamente in tutti i luoghi di villeggiatura quest’estate. Se la scuola italiana cade a pezzi, è perché il governo preferisce finanziare le scuole private (700 milioni solo nel 2016), ignorando la scuola pubblica. E quante case popolari si sarebbero potute costruire con i 2,2 miliardi di euro buttati nell’Expo? La destra su questi argomenti esprime un silenzio assordante.

Il Movimento cinque stelle vuole “mandare tutti a casa”, ma in realtà si propone solo di sostituire una classe politica – screditata – con un’altra, senza cambiare a livello sostanziale il sistema in cui viviamo. Onestà e trasparenza sono il motto dei grillini, ma se il sistema non funziona non è perché c’è troppa corruzione. 62 miliardari controllano metà delle ricchezze del mondo, mentre due miliardi di persone vivono con un dollaro al giorno. Tutto questo è perfettamente legale nel capitalismo. Provare a riformare il sistema è un’illusione: in Grecia Tspiras ci ha provato, ma proprio l’anno scorso si è dovuto piegare ai diktat della Troika. Se la sinistra in Italia non esiste più, è perché ha provato a gestire il sistema invece che rovesciarlo.

È proprio questo che vogliamo fare: la rivoluzione, sovvertire il sistema, strappando il controllo dell’economia dalle mani di un pugno di miliardari e dei loro amici al governo. Una rivoluzione di questo genere però non si improvvisa. C’è bisogno di una teoria, di un programma e di un’organizzazione.

 Ci serve recuperare tutta una serie di idee utili a spiegare la realtà: parlare della crisi come crisi di sovrapproduzione ma anche come crisi strutturale del sistema; della questione della centralità del conflitto di classe e dell’unità tra studenti e lavoratori contro i tentativi di dividerci; delle guerre come risultato dell’azione di potenze imperialiste. È allo sviluppo di queste idee che dobbiamo lavorare in questa fase, e per questo abbiamo deciso di lanciare in tutta Italia, sia tra gli studenti delle scuole superiori che nelle università, i Gruppi di Studio Marxisti: delle assemblee in cui i giovani possano confrontarsi su temi di attualità, possano approfondire la teoria marxista dell’economia e dello stato e formarsi per le lotte che saremo chiamati a portare avanti.

Studia, organizzati e lotta con noi! Costruisci un Gruppo di Studio Marxista nella tua città!

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