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Solidarietà alla comunità lgbt di Orlando

606x340_335421Siamo ad Orlando, in Florida. È il 12 di Giugno. Un uomo, armato fino ai denti entra al Pulse Bar, noto discoclub gay.

Mentre tutto il mondo celebra il gay pride con manifestazioni in tutto il pianeta – perfino nella Kiev sottoposta al governo fascista – Omar Mateen apre il fuoco e uccide 50 persone, ferendone altre 53 con una logica e una premeditazione che ricordano molto i metodi del fascista Anders Breivik, responsabile del massacro dell’isola di Utoya.

In quel caso si trattava di giovani militanti della sinistra norvegese. Ieri, a Orlando, è stata presa di mira la comunità lesbica, gay, bi e trans d’america e di tutto il mondo.

I siti online controllati dai jihadisti o simpatizzanti dell’isis hanno immediatamente rivendicato il massacro e le origine afghane del killer hanno subito fatto gridare all’attentato terrorista di stampo islamista, nascondendo, convenientemente la natura omofoba del massacro.
Ci sono molti selfie del giovane afgano-americano, ma in molti di questi non indossa il nero dell’Isis, ma una maglietta dell’NYPD, ossia “New York Police Department”. La mente corre subito ai ricordi più freschi: le manganellate e gli arresti di Occupy Wall Street e i continui omicidi di afroamericani sul suolo degli stati uniti operati da quella pericolosissima organizzazione che è la polizia americana.

Hillary Clinton, come Hollande dopo la strage del Bataclan, ha subito chiesto un aumento della repressione interna. Trump, col cinismo che gli è proprio, ha commentato una sorta di “ve l’avevo detto” con un tweet, chiedendo poi misure sempre più pesanti contro la comunità islamica.

Entrambi dimenticano che se l’Isis ha potuto esistere e svilupparsi è solo grazie alla feroce e insensata politica di guerra imperialista del governo degli Stati Uniti d’America che ha trasformato il Medio Oriente in un inferno a cielo aperto. Se l’Isis è un mostro, gli imperialisti americani sono i dottor Frankestein che lo hanno generato e di cui ne hanno perso il controllo.

Sempre in Lotta condanna con forza l’aggressione omofoba ed esprime tutta la sua solidarietà alla comunità omosessuale di Orlando, degli Stati Uniti, del mondo.

Quest’atto di barbaro e ingiustificabile terrorismo non ci farà arretrare di un solo passo nella lotta per l’estinzione di fascismo, barbarie, omofobia e per un mondo più giusto, libero e una vita migliore per tutti

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