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Aumento della povertà minorile: il capitalismo è orrore senza fine!

A Febbraio Save the Children ha presentato il nuovo rapporto “Povertà minorile nel mondo”. I dati sono allarmanti: 570 milioni di bambini nel mondo vivono in estrema povertà e 950 milioni rischiano di subire la stessa sorte nei prossimi anni. E il fenomeno non è circoscritto ai soli paesi a basso reddito. È emerso che il 73% delle persone che vivono sotto la soglia di povertà nel mondo si trovano nei paesi a medio reddito, e nei paesi più ricchi la situazione non è molto diversa: sono circa 30 milioni i minori che vivono in condizioni di povertà relativa nei paesi OCSE, e nella sola Unione Europea il 27% dei bambini è a rischio povertà ed esclusione sociale. In Italia inoltre ci sono più di un milione di bambini che vivono in condizioni di estrema povertà.

Questi dati sono la diretta conseguenza della natura del capitalismo, che sfrutta e schiavizza anche i minori. Un’atrocità legata alle necessità che questo sistema ha di sfruttare manodopera a basso costo che non si ribelli alle condizioni di estremo sfruttamento a cui viene sempre più sottoposta. Anche per questo la povertà minorile va di pari passo con l’esclusione sociale ed economica ed è spesso rafforzata dalle disuguaglianze politiche ed istituzionali che si subiscono. Nel caso di minoranze, bambini con disabilità o figli di migranti, le condizioni di povertà sono ulteriormente aggravate dalla discriminazione subita ogni giorno che produce la loro condizione di emarginati dalla società.

I bambini che più soffrono questo fenomeno sono quelli costretti a fuggire da soli dai paesi d’origine a causa di guerre e fame. La povertà è molto sviluppata soprattutto nelle aree urbane, dove è fortissimo il rischio di sfruttamento, emarginazione e difficoltà di accesso all’educazione. Nei paesi dove lo sviluppo economico recente è stato determinato da un’economia basata sul petrolio e sull’estrazione dei minerali, sono particolarmente alte le disparità sociali e, dunque, la povertà minorile. Nonostante negli anni la comunità internazionale abbia sottoscritto accordi volti al miglioramento delle condizioni di vita dei paesi più poveri, poco o nulla è cambiato. Anzi, negli ultimi anni assistiamo ad un peggioramento delle condizioni di vita di questi bambini: aumentano i casi di bambini-soldato, o di quelli costretti a lavorare in miniera – spesso in condizioni schiavistiche – , a prostituirsi, a lavorare in piantagioni o a elemosinare.

Ma che si parli di un paese dell’UE, o di un Paese dell’Africa, una cosa ci sembra evidente: non è possibile eliminare la povertà minorile sotto il capitalismo, che si basa sul profitto di pochi a discapito della maggioranza della popolazione – compresi i bambini. È necessario ribaltare il sistema per garantire la possibilità di avere un’adeguata infanzia, educazione ed alimentazione a tutti coloro i quali ciò viene negato.

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