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Crollano le Università: facciamo crollare il capitalismo!

Di Emilio di LorenzoCrollo Università Veterinaria (Foto Borrelli) (7)

L’Università cade a pezzi. Questa frase, spesso usata come metafora per indicare il processo di dequalificazione che ha subito in questi anni il sistema universitario, in questo caso non ha alcun senso metaforico: il 9 Dicembre due palazzine del complesso del Dipartimento di Veterinaria della “Federico II” di Napoli sono letteralmente crollate. La causa probabilmente è una voragine formatasi nel sottosuolo della zona dove vi era il palazzo. Già durante la notte si erano avvertiti i primi scricchiolii e si sono aperte crepe, tempestivamente l’edificio è stato fatto evacuare dalle persone e animali e dunque fortunatamente non ci sono stati feriti. Una parte crollata era in disuso da anni, invece in un’altra area degli edifici si svolgevano regolari lezioni e attività di ricerca. Sono andati perdute importanti documenti accademici e varie attrezzature da laboratorio che erano in quell’area.

Queste sono le condizioni in cui si trovano scuole ed università: tetti e calcinacci che cadono, edifici che crollano, strutture vecchie più di 70 anni e mai ristrutturate, spazi praticamente inagibili dove gli studenti, ricercatori, lavoratori di scuole e università, ammassati in aule strette rischiano ogni giorno la propria incolumità. E perché accade tutto questo? Perché il governo Renzi e i governi precedenti hanno tagliato per anni i fondi per l’istruzione, compresi quelli destinati alle questioni di edilizia. Infatti la Legge di Stabilità – all’art. 33 – impone agli atenei la restituzione nelle casse dello Stato dei fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici che non siano stati completamente spesi entro il 2014, anche qualora gli atenei abbiano provveduto alla definizione degli interventi da realizzare. È inaccettabile che la sicurezza di studenti e lavoratori universitari sia secondaria al rispetto dell’agenda economica di un Governo che mentre distrugge la scuola pubblica salva banche e grandi imprese. Per non parlare del fatto che, sempre in nome della sicurezza, lo Stato finanzia le forze dell’ordine che manganellano e reprimono gli stessi studenti che lottano per una scuola ed un’università migliore. È chiaro a tutti ormai che viviamo in un Sistema che ha prodotto da sé, necessariamente, le sue contraddizioni e una crisi che ormai è divenuta strutturale. Nessuna palazzina universitaria dovrebbe crollare mai più, ma per fare questo, è necessario che crolli questo Sistema marcio e corrotto.

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