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Roma, repressione alla Sapienza: studenti e lavoratori uniti nella lotta!

basta repressioneVenerdì 16 Ottobre all’inaugurazione di MakerFaire all’università La Sapienza di Roma è andata in scena l’ennesima vergognosa azione repressiva contro studenti e lavoratori. In seguito alle cariche della polizia diversi sono stati i feriti e 5 gli arresti. I manifestanti rivendicavano l’ingresso nell’università impedito dal pagamento obbligatorio di un biglietto d’ingresso anche per chi già paga fior di tasse e nell’università ci studia e lavora tutti i giorni. Per altro, in occasione della fiera, sono state sospese le attività didattiche, chiuse le biblioteche e le aule studio e mandati in ferie obbligatorie i dipendenti dell’università. Un attacco esplicito al diritto allo studio e ai diritti sindacali.

Ma facciamo un passo indietro. Cos’è MakerFaire? È un’esposizione dedicata ai “nuovi artigiani digitali” promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma e sostenuta dalle multinazionali tra cui Intel, Unidata, IngDan, Eni, Tim, Microsoft, BNL e Google. Di fatto MakerFaire è la vetrina per gli “inventori 2.0” e allo stesso tempo è il grande magazzino dove le multinazionali possono fare ottimi affari acquisendo le tecnologie che più gli possono essere utili per ingrassare i propri profitti. È la rappresentazione plastica del declino di questo sistema economico. I padroni sono incapaci di sviluppare le forze produttive e aspettano, senza metterci un solo euro, che qualche giovane appassionato di tecnologia partorisca l’idea geniale da sfruttare al meglio.

Negli scorsi anni MakerFaire si è tenuta prima al Palalottomatica, poi all’Auditorium di Roma. Quest’anno la scelta dell’università non è casuale, per due ordini di motivi. Il primo, come sostenuto dagli stessi manifestanti, riguarda il costo della struttura. L’affitto di un luogo pubblico come l’università è molto meno costoso di uno spazio privato. Il secondo riguarda il processo di aziendalizzazione dell’università che passa anche per un sempre maggiore ruolo dei privati. Questo significa che i padroni hanno il potere di decidere cosa deve essere fatto nell’università sulla testa degli studenti e dei lavoratori. Se nella fattispecie questo si declina con l’imposizione di un biglietto d’ingresso e lo stop forzato di qualsiasi attività legata allo studio universitario, in generale significa anche piegare l’attività didattica agli interessi dei padroni  e  lo sfruttamento, tramite stage e tirocini non pagati, degli studenti nelle aziende. Quest’ultimo aspetto ha dell’assurdo se si considera il livello di disoccupazione giovanile in Italia che ha raggiunto il livello del 44,2%. Di tutto questo le istituzioni universitarie e lo Stato sono complici. La presenza massiccia di forze dell’ordine e la violenza perpetrata sui manifestanti ne sono la più chiara testimonianza.

Come Sempre in Lotta esprimiamo massima solidarietà agli studenti e ai lavoratori dell’Università La Sapienza. Ma vogliamo anche aggiungere che per fermare questi attacchi abbiamo la necessità di portare la lotta ad un livello più alto. Oggi all’ordine del giorno si pone la necessità di organizzarsi, studenti e lavoratori insieme, per una battaglia complessiva contro questo sistema economico che produce solo miseria, sfruttamento e violenza. Riconquistiamo il diritto allo studio e i diritti sindacali: lottiamo contro il capitalismo!

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