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La vittoria di Corbyn e i compiti della Gioventù Laburista

La vittoria di Corbyn e i compiti della Gioventù Laburista

Di Ben Gliniecki, London Young Labour, Islington Noth CLP

 

msfLa stupefacente vittoria di Jeremy Corbyn nelle elezioni per la guida del partito laburista ha sferrato un colpo decisivo all’ala destra del partito. Ha dimostrato la falsità della vuota retorica blairiana riguardo l’importanza di costruire un Labour moderato ed è una denuncia dell’abbandono delle politiche socialiste del partito laburista negli anni del New Labour.

Uno dei punti forti della campagna di Corbyn è stata la sua capacità di mobilitare i giovani. Milioni di giovani, osservando le istituzioni politiche e il sistema economico che queste servono, non riescono a vedere un futuro per loro stessi. La nostra generazione affronta delle condizioni di vita peggiori di quella dei nostri genitori. Per queste persone Corbyn offre una speranza di cambiamento: parla apertamente di socialismo e promette di combattere l’austerità, i conservatori e i padroni.

Nelle prime 24 ore dall’elezione di Corbyn, 15.000 persone si sono iscritte al partito laburista e, se Corbyn continua a combattere l’austerità con il socialismo, questo afflusso di massa nel partito continuerà. Molti tra quelli che si iscriveranno saranno giovani, entusiasmati dalla prospettiva di combattere per un’alternativa al capitalismo.

Al contrario di quanto dice la propaganda conservatrice, sono gli ideali radicali e l’immagine di Corbyn che lo rendono così apprezzato, e sarà questo a dare a Corbyn la possibilità di portare al potere il Partito Laburista con un programma socialista alle prossime elezioni. I giovani membri e sostenitori del partito devono aggregarsi attorno a Corbyn e unirsi alla lotta per le sue politiche socialiste. Dovremmo discutere, come Corbyn e il suo primo ministro ombra John McDonnell hanno fatto, di rinazionalizzazione delle ferrovie e delle industrie energetiche senza risarcimento ai padroni. In tal modo queste industrie possono essere gestite per il bene pubblico e non per il profitto.

Tuttavia Corbyn deve andare oltre. Ci troviamo nella più profonda crisi della storia del capitalismo e i politici che provano a trovare una soluzione ai nostri problemi all’interno del sistema capitalista si trovano in un’irrisolvibile contraddizione, proprio come Syriza in Grecia. Per far sì che si chiuda davvero con l’austerità, Corbyn deve colpire le fondamenta del sistema capitalista stesso. Questo richiede la nazionalizzazione non solo delle ferrovie e del settore energetico, ma anche delle terre, delle banche e delle 150 aziende più grandi del Paese, tutte senza risarcimento. Corbyn deve far capire che non si può controllare ciò che non si possiede. Se si vuole un’economia che funzioni per tutti, questa deve essere pianificata, di proprietà pubblica e gestita democraticamente.

Politiche radicali, audaci e socialiste come queste, se supportate in modo coerente e con pazienza, possono coinvolgere milioni di persone nella lotta per un mondo migliore. Se la scelta è fra, da un lato, un Partito Laburista socialista che offre la fine della povertà e un futuro per i giovani e, dall’altro, il Partito Conservatore che offre più tagli, povertà e disuguaglianza, la vittoria dei laburisti alle elezioni è assicurata.

Naturalmente i conservatori e i loro pingui finanziatori, inclusa la maggior parte dei media capitalisti, sono terrorizzati da una tale prospettiva. La loro campagna contro Corbyn è già iniziata e si intensificherà con la crescita della sua popolarità.

Tuttavia, vergognosamente, c’è anche chi all’interno del Partito Laburista sta apertamente tentando di sabotare i piani di Corbyn, nonostante la sua ampia vittoria e la sua popolarità tra i membri del partito. Personalità come Chuka Umunna e Tristram Hunt, pur descrivendosi come “modernizzatori”, nei fatti vogliono riportare il partito ai tempi di Blair: guerre illegali, privatizzazioni e politiche uguali a quelle dei conservatori. Questa minoranza dei membri del partito è stata, in passato, paracadutata senza democrazia nei seggi sicuri del Partito Laburista e ora, facendo leva sulle loro immeritate posizioni nel partito, stanno già conducendo una feroce campagna per sabotare Corbyn. L’unità all’interno del partito non sfiora le loro menti.

Se vogliamo battere i conservatori, porre fine all’austerità e combattere per il socialismo, Corbyn deve essere difeso da questi attacchi della destra del Partito Laburista, prima che lo destituiscano e ne distruggano il movimento. La gioventù laburista potrebbe risultare fondamentale in questo, visto l’enorme supporto alle politiche di Corbyn tra i giovani. I giovani iscritti e i giovani sostenitori del partito devono rivendicare totale indipendenza dalle strutture del partito che sono state a lungo dominate da burocrati e carrieristi della destra. Dobbiamo adottare una politica a livello locale, regionale e nazionale che impegni i Giovani Laburisti a difendere Corbyn e combattere per il socialismo.

Dobbiamo lanciare campagne per riportare una vera democrazia nella giovanile di partito e nel partito intero, con conferenze annuali che siano le massime istanze di decisione politica. Dobbiamo porre fine al carrierismo e alla burocrazia nella Gioventù Laburista, chiedendo conto ai leader eletti. Dobbiamo richiedere nella Gioventù Laburista il diritto immediato di revocare qualunque rappresentante che non lavori per sviluppare le politiche decise dalla base della giovanile.

Dobbiamo essere audaci riguardo la proposta per l’istruzione gratuita, cosa che Corbyn ha detto di sostenere e che è di vitale importanza per i giovani attualmente sommersi dai debiti. Dobbiamo mettere in chiaro che questa può essere finanziata solo tramite l’espropriazione dei beni dei ricchi e la pianificazione in senso socialista dell’economia.

I giovani affrontano inoltre enormi difficoltà a trovare casa e la mancanza di lavori decenti. La Gioventù Laburista ha bisogno di una campagna per espropriare le terre e le più grandi imprese edili, così che possiamo democraticamente pianificare la costruzione di case secondo le nostre necessità. Anche i più grandi imprenditori dovrebbero essere espropriati, così che tutti possano lavorare e qualunque imprenditore che faccia uso di contratti a zero ore o che paghi al di sotto dello stipendio necessario per vivere dovrebbe essere espropriato, dato che è ovviamente inadatto a gestire un’impresa.

Adottando politiche radicali, sostenute da una vera democrazia, la Gioventù Laburista potrebbe essere una base di supporto per Corbyn nella sua battaglia contro i Conservatori e i Blairiani. Non possiamo stare in disparte in questa lotta, sta a noi difendere Corbyn e combattere per il socialismo.

 

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