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Il supersfruttamento degli studenti/lavoratori in Cina – un’intervista

Pubblichiamo questa intervista che abbiamo ricevuto da un nostro simpatizzante che recentemente ha soggiornato in Cina per lavoro. Questa intervista mette in luce le terribili condizioni di lavoro che molti lavoratori cinesi devono affrontare oggi.

Per buona parte degli ultimi due anni ho avuto la fortuna di lavorare all’estero, precisamente in Cina. Vivere lì mi ha dato la possibilità di sperimentare direttamente le condizioni di vita nel Paese dopo oltre venti anni di “riforma” del mercato. Ogni giorno andando al lavoro passavo poco oltre uno Stadio Olimpico costruito per i giochi del 2008, mentre solo a un paio di centinaia di metri di distanza c’era una baraccopoli che i residenti chiamavano “casa”. Un contrasto enorme tra gli elementi che la compongono caratterizza la società cinese nel suo complesso, come conseguenza delle “riforme”.

Il Partito Comunista Cinese mantiene un governo autocratico sulla società, attraverso una combinazione di una severa censura e metodi da stato di polizia, mentre aiuta i capitalisti nel loro supersfruttamento della classe operaia. Le condizioni di vita e di lavoro del lavoratore medio cinese possono essere sconvolgenti. Quella che segue è un’intervista con uno studente-lavoratore della Cina meridionale, che ha voluto condividere con noi la sua esperienza di formazione per diventare un ferroviere e ha voluto spiegarci le spaventose condizioni in cui era costretto a lavorare.

Intervistatore: Hai voglia di spiegarci la tua situazione?

Studente: L’inverno scorso io e altri studenti siamo stati scelti dalla Compagnia delle Ferrovie per un percorso di formazione. Il nostro college e la Compagnia delle Ferrovie lavoravano insieme per coordinare l’intero schema. La Compagnia delle Ferrovie sceglie i migliori studenti per fargli sostenere un periodo di formazione di cinque anni. In realtà il periodo di formazione si è svolto nel corso di un periodo di tre mesi nella vicina stazione ferroviaria. Stavo a vendere i biglietti per tutto il tempo.

Intervistatore: Come sono state le condizioni di lavoro durante questo periodo?

Studente: Abbiamo lavorato per 8 ore al giorno, ricevendo come paga solo 30 RMB al giorno [ equivale a 3 sterline, 4,20 euro, 4.70 dollari USA]. Non si può vivere con 30 RMB al giorno. Il costo del cibo da solo supera già questa cifra. Per l’intero periodo di formazione il mio stipendio è stato di soli 1500 RMB, e finora questa cifra non ci è stata pagata. Ci è stato detto che l’ avremo alla fine del semestre corrente. In realtà, ci avevano anche detto che avremmo ricevuto 100 RMB al giorno. Non so dove sparisca il resto del denaro, ma ho sentito dire che viene versato al college. Dunque possiamo dire che il college e le grandi imprese collaborano al nostro sfruttamento.

Intervistatore: Come avete provato tu e i tuoi compagni?

Studente: Stavamo malissimo! Le condizioni erano davvero tremende. Ci hanno anche dato uno spazio in cui vivere. Era una grande stanza, che dovevamo condividere con 30 altri lavoratori della stazione. Ci si aspettava che avremmo mangiato e dormito lì. Ho dovuto usare i soldi dei miei genitori per cercare di migliorare la situazione, pur avendo questo lavoro. Ho scelto di trasferirmi con gli altri compagni in un appartamento vicino alla stazione, al posto di quello spazio invivibile. dunque venivamo pagati molto poco, ma facevamo molte ore di lavoro. Durante i periodi di pienone come la Festa di Primavera e la Festa Nazionale, ci hanno fatto lavorare a oltranza, fino a quando ci veniva detto di smettere. Non avevamo momenti di pausa; non avevamo il tempo per riposare o sederci, perché se ci sedevamo, non riuscivamo a vendere biglietti. L’unica pausa che avevamo era quella per mangiare. In più, se commettevamo degli errori sul lavoro dovevamo pagare di tasca nostra i danni. Ho visto uno dei miei compagni di lavoro pagare 1.000 RMB per aver commesso un errore: aveva stampato il biglietto sbagliato.

Intervistatore: E come si è svolta la formazione?

Studente: Altri lavoratori avrebbero dovuto aiutarci e supervisionare la vendita di biglietti. C’era una brutta atmosfera, però. Più biglietti vende un lavoratore, più punti gli vengono conferiti. Un biglietto venduto valeva 2 punti. Più punti si ottengono, più si viene pagati. Questo significa che gli altri lavoratori spesso non volevano aiutarci, perché avevano paura che gli rubassimo delle vendite (e quindi dei punti). Mi sentivo a disagio e avevo paura a chiedere aiuto a un altro lavoratore, poiché questo di solito mi gridava “Non mi interessa, arrangiati!”. I lavoratori sono troppo occupati a vendere quanti più biglietti possono. Il clima di concorrenza e competizione tra i lavoratori è fortemente incoraggiato dall’azienda.

Tali condizioni, e spesso anche peggiori di queste, sono la norma per la classe operaia cinese. Ecco che i risultati della restaurazione capitalista possono essere visti in tutto il loro splendore: zero diritti per i lavoratori, condizioni di lavoro terribili e salari patetici. La nuova classe capitalista cinese sta operando una continua azione di sciacallaggio alle spalle di una classe operaia che si impoverisce ogni giorno di più. L’unica soluzione per i lavoratori cinesi è quella di porre fine alla restaurazione capitalista e tornare l’economia pianificata, espropriando la classe capitalista. Tuttavia, questa volta deve accadere instaurando un sistema di reale democrazia operaia, al posto dell’attuale dominio burocratico del Partito Comunista Cinese.

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