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Un nuovo anno scolastico è cominciato: bloccare la Riforma, riorganizzare la lotta!

di Alessio Maganuco

E’ Mercoledì 2 Settembre, ore 00.01, partono 16 mila mail: nominato, non nominato, non nominato, nominato. Non è il terno al lotto, ma il futuro lavorativo di decine di migliaia di docenti precari. Un futuro scelto tramite un algoritmo informatico del ministero che cambierà la vita a molti.

E’ il risultato della riforma renziana: se non si viene assunti c’è il rischio di non poter più lavorare nella scuola nemmeno come precari, ma se si viene assunti c’è il rischio di trasferimento a centinaia di km da dove si è sempre vissuti e lavorato, e se non si accetta l’assunzione si viene cancellati da tutte le graduatorie. Possiamo dare atto al Governo di aver centrato l’obiettivo, il precariato nel mondo della scuola lo si sta eliminando …. tramite però un’espulsione di massa.

Alcune stime parlano di più di 300 mila precari presenti nel mondo della scuola, di questi ne saranno assunti 102 mila e per il resto si apre un incognita enorme su cosa ne sarà di loro. Sicuramente chi ha insegnato per più di 36 mesi consecutivi sarà licenziato per legge.

Mentre per i precari c’è ansia per il proprio futuro, le scuole il primo settembre ricominciano l’attività con la convocazione dei Collegi Docenti dove presidi aspiranti manager iniziano a sfoggiare i loro super poteri: i Collegi devono comporre i comitati di valutazione. Da quest’anno tramite i Comitati di Valutazione i docenti saranno valutati e poi i presidi ne premieranno economicamente alcuni, inoltre, i presidi potranno designare direttamente parte dei docenti della scuola.

Per quanto riguarda i finanziamenti la situazione cambia poco, circa 127 milioni in più saranno destinati ai Fondi d’Istituto, ossia meno della metà di quel che serve se si considera che ogni anno le famiglie versano in contributi scolastici circa 340 milioni. D’altronde mica il Governo ha soldi per tutto, già doveva detassare fino a 400 euro chi si iscrive in una scuola privata….

Così i privati iniziano a girare come avvoltoi intorno agli istituti scolastici: da quest’anno i loro investimenti nella scuola saranno detassati. Ciò significa che potranno mettere loro pubblicità nelle scuole e influenzarne la didattica, il tutto con un lauto contributo del Ministero.

Sarà per questo che l’istituto Majorana di Brindisi ha messo degli studenti in un video sponsorizzato dall’Eni in cui gli stessi studenti decantano le virtù e l’utilità della plastica prodotta a Brindisi?

Anche per la Confindustria questo sarà un bell’anno scolastico: come promesso il Governo spedirà tutti gli studenti del triennio a lavorare gratuitamente presso le aziende. Però possiamo stare tranquilli perché sarà emanato “lo Statuto degli Studenti in stage”. Per questo Statuto alcune organizzazioni studentesche avevano cantato vittoria, salvo poi scoprire dal “ Sole 24 ore” (giornale della Confindustria) che lo Statuto certo ci sarà ma che è stato già scritto durante l’estate dal Governo e senza consultare quelle organizzazioni studentesche.

L’università, poi, non è messa meglio della scuola. Nel rapporto di Luglio sulla condizione studentesca si parla di aumento delle tasse universitarie del 63% negli ultimi 10 anni. Solo il 74,9% degli idonei di borsa di studio usufruisce di fatto di tale diritto, discorso simile vale per gli alloggi dove solo il 32% degli idonei fuorisede riesce infatti a beneficiare degli alloggi forniti dallo Stato.

Le conseguenze di questi numeri? In 10 anni un crollo delle immatricolazioni universitarie di 58 mila unità (circa il 17%) e dal crollo non sono escluse nemmeno le facoltà più ambite, quest’anno al test d’ingresso di medicina risultano iscritti circa 3500 studenti in meno rispetto lo scorso anno.

Davanti una situazione del genere il mondo della scuola ha chiuso l’anno scolastico all’insegna della lotta: un enorme sciopero generale, cortei con decine di migliaia di persone, un blocco degli scrutini con un’adesione massiccia. Perché questo movimento non ha respinto al mittente la Riforma Giannini? Perché la dirigenza della CGIL, che lo organizzava, non ha avuto la capacità di portare fino in fondo la lotta, di applicare l’affondo necessario a provocare il ritiro della riforma e a mettere in discussione l’esistenza stessa del Governo Renzi.

Ora bisogna ragionare su come rilanciare la lotta affinché si contrasti l’aplicazione della riforma nelle scuole. Anche noi studenti dobbiamo organizzarci per questo scopo. Già lo scorso anno Sempre in Lotta tramite propri collettivi aveva organizzato centinaia di studenti, e ora bisogna fare altrettanto.

Nei primi giorni di settembre Sempre in Lotta sarà presente davanti le scuole e nelle facoltà con volantini che spieghino come l’istruzione sta cambiando in peggio, il tutto con l’obiettivo di organizzare gli studenti. Questa organizzazione deve avvenire in sintonia con la lotta dei lavoratori perché solo insieme si vincerà e soprattutto deve avvenire tramite un programma chiaro. Sempre in Lotta nel proprio programma non rivendica tavoli di trattative o qualche contentino da un inesistente Governo amico. Noi rivendichiamo un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità, e questo si ottiene tramite il rifiuto dell’autonomia scolastica, il raddoppio dei finanziamenti e l’assunzione di tutti i precari. Per ottenere tutto questo bisogna organizzare in ogni scuola studenti e docenti e tramite coordinamenti democratici gestire la mobilitazione. La riforma si può bloccare e la bloccheremo con la lotta!

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