You are here: Home // Internazionale // Beirut: i giovani lottano contro il governo

Beirut: i giovani lottano contro il governo

I manifestanti nel centro di Beirut sono sottoposti in questi giorni a una grave repressione da parte della polizia. Decine sono stati feriti e almeno 90 manifestanti sono stati arrestati finora, ma il conto è destinato a crescere nelle prossime ore. È la protesta radicale dei giovani libanesi, che prende il nome di “Puzzate” e che è iniziata il 22 agosto.

La protesta è stata innescata dalla crisi della raccolta dei rifiuti nella capitale. Decine di migliaia di giovani si sono riuniti nel centro di Beirut per protestare contro le insopportabili condizioni affrontate dal popolo libanese opponendosi al Governo e rivendicando la fine di un Sistema corrotto. Lo slogan principale era “Il popolo vuole la caduta del regime”.

La capitale libanese è stata sepolta per settimane sotto cumuli di rifiuti non raccolti e sporcizia. Le interruzioni di corrente e la mancanza di acqua sono diventate ormai la norma, in particolare nei quartieri più poveri. I manifestanti hanno chiesto le immediate dimissioni del governo e pretendono che i funzionari corrotti vengano messi sotto processo. Si sta formando attorno a queste rivendicazioni un polo di attrazione per la rabbia crescente contro il Sistema che si sta sviluppando nella popolazione superando le divisioni religiose nel Paese. Questo è anche il motivo per cui la repressione governativa si è scatenata contro il movimento.

Per molti libanesi i mucchi di spazzatura simboleggiano tutto marcio che c’è nello Stato libanese. Parliamo di istituzioni fallite, incapaci di fornire i servizi di base, e di una élite corrotta che cerca il modo migliore per arricchirsi appropriandosi delle finanze statali. La crisi in atto è infatti un simbolo del marciume del regime. I conflitti tra le diverse cricche di affaristi che volevano trarre il maggiore profitto possibile dalla gestione del business dello smaltimento dei rifiuti sono uno dei motivi per cui la crisi si è aggravata a tal punto e sembra ancora lontana dal risolversi.

Per capirci, come ha riferito ieri Roula Khalaf sul Financial Times, uno degli striscioni di movimento recitava “Alcuni rifiuti non devono essere riciclati”, mostrando le immagini dei capi dei vari partiti politici al Governo.

Il movimento ha attirato giovani sia di fede sciita che sunnita, così come giovani Drusi o cristiani di varie confessioni, in un Paese in cui le divisioni religiose sono state addirittura sancite in maniera rigida dalla Costituzione fin da dopo la guerra civile. Si è mantenuto, rispetto al periodo della guerra civile, l’equilibrio instabile dei rapporti tra gli ex signori della guerra a scapito del vero controllo democratico da parte del popolo libanese e, in questo contesto, è emersa una élite corrotta che ha abusato della propria posizione nell’apparato statale. La situazione di stallo che il Paese sta vivendo è dimostrata chiaramente dalla incapacità da parte dell’èlite al potere di sostituire il presidente del Paese negli scorsi 18 mesi.

L’élite al potere ha cercato anche di fermare la marcia dei manifestanti verso il Parlamento erigendo un muro, ma il loro è stato un tentativo patetico, dato che il muro è stato superato in meno di 24 ore dai manifestanti.

Questo movimento sta pretendendo la fine dell’attuale regime politico, spiegando che la gestione della politica deve tornare nelle mani del popolo libanese a prescindere di divisioni religiose e settarie. Come Sempre in Lotta ci opponiamo fermamente alla repressione attuata della polizia e denunciamo le violenze di questi giorni come una misura disperata del regime politico corrotto che tenta inutilmente di mantenere intatti i propri privilegi.

Tags: , ,

Leave a Reply

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.