You are here: Home // Internazionale // Ancora violenza statale in Messico

Ancora violenza statale in Messico

Lo scorso 24 febbraio, durante una protesta del CETEG (Coordinadora Estatal de Trabajdores de la Educación en Guerrero), combattivo sindacato degli insegnanti, abbiamo visto per l’ennesima volta il governo messicano agire con brutalità incontrollata contro i suoi cittadini.

La manifestazione, convocata ad Acapulco, nello stato di Guerrero, per chiedere lo stop alle contro-riforme dell’istruzione, il pagamento degli stipendi arretrati e un aumento degli stessi e giustizia per i 43 studenti desaparecidos ad Ayotzinapa durante le proteste di settembre, era aperta da donne e bambini.

Secondo le ricostruzioni finora consultabili la manifestazione sarebbe stata caricata con violenza inaudita dalle forze dell’ordine per sgomberare una strada occupata. Dopo l’intervento poliziesco decine di attivisti sarebbero rimasti gravemente feriti e centinaia sarebbero stati arrestati o al momento risulterebbero dispersi. Si parla inoltre di violenze sessuali ai danni di molte donne, presenza di cecchini e dell’uccisione di un insegnante in pensione. La vittima sarebbe Claudio Castello, di 65 anni, attivista della CETEG, morto per un trauma al torace in conseguenza degli scontri.

In risposta a questa grave provocazione da parte dello stato nuove manifestazioni hanno attraversato il Messico nelle giornate successive. Anche in questo caso le forze dell’ordine hanno risposto con arresti e violenze ingiustificati. Tra gli arrestati anche Bryan Reyes, studente di 16 anni dell’IPN, militante dell’Unione degli Studenti Rivoluzionari.

È evidente che il governo messicano, oramai completamente delegittimato, sta cercando con ogni mezzo possibile di salvare la propria posizione. Le proteste degli ultimi sei mesi non sono cessate, nonostante i numerosi tentativi di minarne le ragioni e indebolirne la resistenza. Gli interventi del governo, in particolare l’attacco contro gli studenti di Ayotzinapa a ottobre, hanno avuto la sola conseguenza di inasprire ancora di più lo scontro in atto.

Siamo convinti che anche quest’ultimo tentativo di fermare le lotte con il terrore di stato fracasserà contro la capacità delle masse di contrapporsi alla repressione.

Nonostante la fase di parziale riflusso delle mobilitazioni negli ultimi due mesi la situazione messicana è arrivata ad un punto tale per cui non è più possibile alcun tipo di mediazione. Le elezioni locali vedranno un boicottaggio attivo di massa che coinvolgerà lo Stato di Guerrero, parte più avanzata delle proteste che hanno infiammato il Messico intero. Il boicotaggio non si basa su questioni di principio, ma è una conseguenza diretta dell’assenza di una formazione politica in grado di rappresentare le masse: anche i rappresentanti di Morena, formazione della sinistra messicana, hanno soffocato il dibattito interno per meri fini burocratici. È giunta l’ora di rispondere colpo su colpo al vile attacco governativo con una sollevazione rivoluzionaria, ma per farlo sarà necessario unire le lotte che coinvolgono il paese e organizzarle in forme nuove a articolate di democrazia popolare e operaia, sola unica strada per la liberazione di milioni di lavoratori e giovani oppressi e per un solido rilancio della conflittualità sociale.

Esigiamo:

Giustizia per gli studenti di Ayotzinapa e per tutte le vittime del narco-governo!

Libertà per tutti i militanti incarcerati per reati politici!

Fine di tutte le contro riforme!

Destituzione del governo di Pena Nieto!

Tags: , ,

Leave a Reply

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.