You are here: Home // Internazionale // Charlie Hebdo: al via la repressione in Francia!

Charlie Hebdo: al via la repressione in Francia!

10917464_10204833904281142_4326529011852281619_n-e1421056716534Manuel Valls, primo ministro francese, lo scorso 21 gennaio ha annunciato all’Eliseo il nuovo progetto di legge antiterrorismo a seguito dei fatti di Charlie Hebdo. Questo prevede l’introduzione del reato di diffamazione e di insulto nel codice penale, il blocco immediato dei siti internet sospettati di terrorismo, la creazione di uno schedario dove iscrivere indagati o sospettati di attività che minacciano la sicurezza nazionale. Non è tutto, Valls annuncia anche l’assunzione di 2.680 persone per rinforzare il personale impegnato nelle attività antiterroristiche, stanziando 425 milioni di euro in tre anni, di cui 233 destinati al ministero dell’interno e 181 al ministero della giustizia.
In un paese dove aumenta la disoccupazione giovanile (toccando quota 25% il maggio scorso) il governo Hollande offre la mela avvelenata ai milioni di giovani e lavoratori francesi. Non trovi lavoro? Arruolati per difendere la patria dal nemico!  Il quadro è molto chiaro, come in ogni crisi di Sistema che si rispetti la risposta dello Stato è la stretta repressiva e il restringimento dei diritti democratici. Perfino Amnesty International si è detta preoccupata per le violazioni degli standard europei e internazionali sui diritti umani. Quest’ondata securitaria servirà solo ad inasprire la guerra tra poveri, discriminando i musulmani, perseguitando i giovani delle periferie più degradate e chiunque minacci la pace sociale. A pagarne le conseguenze saranno quindi anche gli attivisti politici, sindacali e studenteschi che si opporranno alle politiche di austerità. Già nelle ultime settimane sono aumentati i controlli nei luoghi pubblici, nelle università, nelle biblioteche, dove gli agenti di sicurezza decidono chi entra e chi no.
Mentre Holland invoca l’unità nazionale e la difesa della libertà prepara un attacco senza precedenti alle fasce più deboli della società, strumentalizzando il dolore e l’indignazione popolare. L’attentato alla redazione di Charlie Hebdo  è stato una barbarie, tuttavia non ci uniremo al coro ipocrita dei capi di Stato presenti  l11 gennaio a Parigi. Gente del calibro di Netanyahu, ideatore del massacro di Gaza, Poroshenko, responsabile della strage di Odessa o lo stesso Hollande che poco tempo  fa ha invaso il Mali e bombardato la Libia insieme agli Sati Uniti. Le potenze occidentali che oggi parlano di guerra di civiltà sono le stesse che fino a ieri finanziavano le milizie fondamentaliste quando queste servivano ai loro scopi imperialisti in Medio Oriente.
La religione è l’oppio dei popoli, ma è anche la speranza degli oppressi. Non giustifichiamo il fanatismo religioso, ma per combatterlo  bisogna comprenderne la base sociale, non serve l’ateismo militante. I giovani musulmani di seconda, terza, quarta generazione vivono spesso in condizioni materiali disagiate e in questo contesto una minoranza  vede nella guerra jihadista, come in passato nel riot delle banlieue parigine, un’espressione deformata di lotta contro lingiustizia sociale. L’unica speranza che abbiamo per conquistare una società più giusta non è, come dicevamo, sostenere lo jihadismo, ma è lottare uniti contro questo Sistema fondato sullo sfruttamento, di cui il fondamentalismo religioso è strumento e parte integrante. Il nazionalismo e l’odio verso il diverso serve agli sfruttatori per dividere i più deboli su basi etniche o religiose.
Le mobilitazioni di massa che abbiamo visto in Francia nelle scorse settimane dimostrano che esiste un forte sentimento di rabbia sociale, come negli altri paesi europei vittime della crisi. Nei cortei spontanei, che hanno attraversato le principali città del paese, cerano centinaia di cartelli antirazzisti, non è un caso infatti che forze reazionarie come il Front National siano state ai margini delle manifestazioni. Non passerà molto tempo prima che i giovani e i lavoratori francesi si rendano conto dei veri intenti repressivi del governo. Per non dare spazio alla destra xenofoba, le forze della sinistra hanno il compito e il dovere di canalizzare questa indignazione e indirizzarla contro i veri nemici, i grandi manager,  i banchieri, gli speculatori e i guerrafondai.

Tags:

Leave a Reply

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.