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Lo Stato attacca, il Messico risponde!

Marcha-Ayotzinapa-8-oct-179-SmallQuando lo Stato vuole colpire la scuola pubblica abbassando il livello di istruzione e tagliando i fondi destinati a quest’ultima a favore delle scuole private non può che esserci una reazione da parte degli studenti delle scuole pubbliche, figli della classe lavoratrice. Questa reazione si traduce in un grido di rabbia contro le vergognose decisioni della classe dirigente e nell’organizzazione della lotta per cambiare questo Sistema. Ciò sta avvenendo con evidenza lampante in Messico.

Il 26 settembre gli studenti della Scuola Normale di Ayotzinapa, Stato di Guerrero, durante la loro campagna per reperire fondi in vista delle iniziative per il 2 ottobre (già in agitazione contro la Riforma Educativa, che riduce i diritti sindacali degli insegnanti e apre le porte dell’educazione primaria ai privati), subiscono un assalto da parte della polizia, mentre si trovano su 3 autobus. Dopo questo primo assalto poliziesco vengono attaccati da un gruppo di narcos nella notte. L’attacco agli studenti, mobilitatisi per denunciare quanto accaduto poche ore prima, avviene all’esterno della sede del sindacato dei maestri CETEG (Coordinadora de los Trabajadores de la Educaciòn de Guerrero) . Sei studenti muoiono nel corso di queste due incursioni. Decine di studenti vengono dati per dispersi, dopo essere stati sequestrati dalla polizia. Alcuni di loro vengono ritrovati in alcune fosse comuni pochi giorni dopo (uno degli studenti viene ritrovato con la pelle del volto strappatagli di dosso, segno evidente dell’azione congiunta di polizia e narcos).

Successivamente, il 23 ottobre, il governatore dello stato messicano del Guerrero, Angel Aguirre, ha annunciato sotto la pressione popolare le sue dimissioni, per favorire l’inchiesta sulla sparizione degli studenti. Dimissioni che erano state, infatti, chieste con insistenza dai parenti e dai compagni dei ragazzi spariti, che studiavano alla scuola di Ayotzinapa.

Tutta questa drammatica vicenda non ha potuto non scatenare l’ indignazione del popolo messicano nei confronti dello Stato. Uno Stato che si professa democratico ma che non indugia a prendere misure antidemocratiche contro il proprio popolo, adottando di conseguenza, come si è visto, misure di repressione violenta.

Al centro delle lotte studentesche troviamo le Scuole Normali Rurali e l’Istituto Politecnico Nazionale di Città del Messico (IPN), che sono il frutto delle lotte rivoluzionarie del popolo messicano. E data la situazione vergognosa in qui versa la scuola pubblica, gli studenti dell’ IPN giustamente pretendono dal governo l’aumento dei fondi destinati all’istruzione, portandoli al 2% del PIL.

Ora queste manifestazioni stanno sempre di più prendendo dimensioni di massa, sotto il coordinamento del CLEP (Comitè de Lucha Estudiantil del Politécnico). Organizzazione nata attraverso le mobilitazione del ’68, e oggi legata a livello internazionale a Sempre in Lotta. Questa organizzazione si pone l’ obiettivo di conservare le migliori tradizioni delle lotte studentesche, anche nelle fasi di riflusso del movimento, e oggi grazie al lavoro fatto in passato gioca un ruolo fondamentale in queste mobilitazioni. Inoltre CLEP propone l’unione della lotta degli studenti con le lotte dei lavoratori, unica forza in grado di dare la spallata decisiva al Sistema. Ciò rende il CLEP uno dei principali obbiettivi della repressione governativa: già due dirigenti, Pedro Cruz Garcìa e Daniel Antonio Rosales, sono stati vittime di minacce di morte.

In Messico si profila un futuro di lotta tra studenti e lavoratori, da una parte, e classe dominante dal’altra. Sempre in Lotta appoggia la mobilitazione degli studenti messicani, nostri compagni nella lotta per un futuro migliore. Per questo facciamo nostro il grido del CLEP, di tutto il Politecnico, di tutti gli studenti e lavoratori messicani: li hanno presi vivi, li rivogliamo vivi!

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