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Prestito d’onore, diritto allo studio ostaggio del capitalismo

Il prestito d’onore è una forma di finanziamento per studenti universitari che permette di indebitarsi prima ancora di entrare all’università. La classe dominante prova dal 1991 ad introdurre il prestito d’onore, ma solo nel 2010 questa ipotesi ha assunto una forma concreta con il progetto “Diamogli futuro” che prova a facilitare il credito agli studenti. I finanziamenti vanno da 15mila a 25mila euro per il ciclo completo di laurea “3+2”, da restituire 30 mesi dopo l’ultima rata, spalmabili fino a 15 anni, ad un tasso di interesse che varia dall’1,5% della Banca di Piacenza al 4,15% di Unicredit. Il Ministero ha inoltre previsto un fondo di 19 milioni di euro a copertura delle insolvenze…
Inoltre, con il beneplacito dell’autonomia universitaria, molte università hanno siglato accordi con le banche per prestiti specifici. È il caso della Ca’ Foscari di Venezia con Bnl e IntesaSanPaolo, presente per altro anche al Politecnico di Milano e di Torino, alla Statale di Milano, alla Bocconi, alla Cattolica, alla Luiss, ed altri atenei.
Parallelamente, negli ultimi vent’anni lo Stato ha ridimensionato il finanziamento del diritto allo studio. È di qualche mese fa il taglio ulteriore di 30 milioni di euro del governo Renzi al Ffo per il 2014 e di 45 milioni dal 2015 in poi. Inoltre l’insufficienza delle borse di studio è sotto gli occhi di tutti, generando lo strano fenomeno degli “idonei non beneficiari” per cui l’anno scorso circa il 20 per cento degli idonei non ha ricevuto la borsa di studio. Il governo di fronte a questo problema ha semplicemente adeguato il numero degli idonei alle risorse, riducendoli del 30 per cento: quest’anno altri 50mila studenti rimarranno senza borsa di studio!
La classe padronale vuole rimpiazzare le risorse pubbliche a sostegno degli studenti con quelle private, sostituire il diritto allo studio con un privilegio acquistabile sul mercato a caro prezzo. I figli dei lavoratori non devono andare all’università, né essere sostenuti dallo Stato a cui pagano le tasse! Al massimo possono decidere di accollarsi un debito per 20 anni che nessuno potrà estinguere! Non è un caso che con l’avanzare della crisi economica negli Stati Uniti la percentuale di insolvenza studentesca sia dell’11 per cento e la paura dell’esplosione della bolla sia nell’aria…
Il capitalismo in crisi non è in grado di garantire un briciolo di diritto allo studio, ma solo privilegi per chi già ne ha. Non è in grado di garantire un posto di lavoro per tutti, ma solo disoccupazione forzata e miseria per molti! È un sistema marcio e in crisi, un sistema da abbattere!

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