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Messico – Il movimento degli studenti non si ferma

Il governo di Pena Nieto sta utilizzando ogni mezzo possibile per cercare di frenare il movimento di protesta degli studenti messicani (di cui riferivamo in un precedente articolo), ma la mobilitazione non si arresta.
Manifestazioni di massa attraversano tutto il Messico per chiedere il ritorno di tutti gli studenti scomparsi nelle ultime operazioni repressive da parte della polizia. Le scuole Normali Rurali continuano la protesta organizzandosi in un’assemblea nazionale di lotta che rappresenta tutti gli studenti normalisti.
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Nel frattempo le mobilitazioni contro il governo si allargano e coinvolgono nuove università in tutto il Messico. A Città del Messico diverse scuole della UNAM (Università nazionale Autonoma del Messico) si affiancano allo sciopero del Politecnico, che continua ormai da diverse settimane.

Proprio contro la protesta del Politecnico si rivolge gran parte delle mire repressive del governo. Dopo aver cercato di dividere il movimento offrendo delle concessioni formali, visto il rifiuto dell’Assemblea Generale dell’IPN di chiamare alla smobilitazione gli studenti, il governo di Pena Nieto sta utilizzando ogni mezzo per portare avanti il suo programma liberista.
Con il sostegno di organizzazioni studentesche create ad hoc quali ODET, FEP, FNET, il governo infiltra gruppi fascisti e provocatori della polizia nelle sedi universitarie, porta scompiglio nelle facoltà con atti di intimidazione e violenza e con una campagna di disinformazione e propaganda fascistoide. Nel frattempo uno di questi zerbini del grande capitale, tale Donovan Garrido, viene intervistato con frequenza quotidiana dalla stampa mainstream messicana per portare avanti la sua campagna di divisione del movimento studentesco, senza che questo “studente” giochi alcun ruolo di rappresentanza nell’università poiché esterno ad ogni organismo democraticamente eletto dagli studenti.

Tutt’altra attenzione questi giornalacci riservano ai legittimi rappresentanti studenteschi. Oltre a non offrire nessuno spazio di informazione riguardo le decisioni dell’Assemblea Generale del Politecnico questi organi di espressione del grande capitale non perdono occasione di infangare il movimento.

Il quotidiano La Razon, in particolar modo, offre costantemente delle “inchieste” che sono dei veri e propri attacchi frontali alla principale organizzazione studentesca del Politecnico, il CLEP, e all’organizzazione politica che da sempre sostiene questa struttura La Izquierda Socialista. Ogni genere di menzogna viene inventata contro studenti e lavoratori che da anni si battono con coerenza per gli interessi degli sfruttati e per la difesa dell’istruzione gratuita. I principali responsabili delle minacce ricevute dai dirigenti del CLEP nei giorni scorsi sono i pennivendoli che dalle pagine dei loro giornali mettono in campo una oscena campagna diffamatoria, chiedendo fra l’altro l’intervento delle forze armate per reprimere la protesta.

Invitiamo pertanto a realizzare atti di solidarietà con il movimento studentesco messicano, con il CLEP e con La Izquierda Socialista in ogni forma.

Il primo appuntamento è la giornata di mobilitazione internazionale in programma per mercoledì 22 ottobre.

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