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Il governo attacca: difendiamoci!

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Se c’è una cosa che la storia ci ha insegnato è il fatto che bisogna preoccuparsi ogni volta che un Governo afferma di voler rilanciare il settore scuola, perché puntualmente ne rilancia la distruzione. Renzi non fa eccezione. In piena estate prepara una riforma scolastica che farebbe invidia anche alla Gelmini che infatti dirà: “La riforma Renzi è nostra”. Questa riforma, nei fatti, trasforma le scuole in tante piccole aziende tutte in concorrenza tra di loro. Come in ogni azienda ci sarà un manager, ovvero l’attuale preside che si vedrà aumentare i propri poteri. L’aumento dei poteri dei presidi mischiato all’altro punto “forte” della riforma, la concorrenza tra docenti, permetterà di colpire con più facilità professori e studenti che non intendono piegare la testa.

Tutto questo sarà contornato dall’incentivazione dell’ingresso di capitali privati negli istituti scolastici che si vedranno remunerati con studenti da mandare gratuitamente a lavorare nelle proprie aziende. I finanziamenti privati, visti i tagli ministeriali, sul lungo periodo saranno sempre più indispensabili al funzionamento delle scuole di fatto portando alla sudditanza delle scuole alle aziende private stesse. Il Governo però non si concentra solo ad attaccare l’istruzione, negli ultimi giorni si sta preparando ad attaccare una serie di garanzie del lavoro, per esempio abolendo l’art. 18 saranno più facile i licenziamenti (tra cui quelli per motivi politici) rendendo i lavoratori più ricattabili. Renzi, dopo la faccia del giovane che voleva rinnovare l’Italia, mostra la sua vera faccia quella di nemico di lavoratori e studenti, la faccia dell’alleato di banche e grossi gruppi industriali.

Se Renzi ad una disoccupazione giovanile del 43,7% sa rispondere con licenziamenti più facili e lavoro non pagato per gli studenti, noi rispondiamo a Renzi con estensione delle garanzie del lavoro a tutti i lavoratori e stop agli stage non retribuiti. Renzi contro il sotto-finanziamento dell’istruzione propone concorrenza e privatizzazione della scuola, noi diciamo raddoppio dei finanziamenti all’istruzione uscita immediata dei privati dai luoghi di studio.

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