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Passo dopo passo… distruggete la scuola? Vi fermeremo!

Mentre studenti e docenti erano in vacanza, il Governo Renzi preparava il ben servito all’istruzione italiana: il completamento dell’aziendalizzazione delle scuole!

La riforma renziana, infatti, è un processo che trasformerà gli istituti scolastici in aziende in competizione tra loro. Il Governo per portarlo avanti vuole nasconderlo dietro la promessa di assumere 150 mila precari, tuttavia ad oggi non si capisce dove troveranno i soldi per queste assunzioni. Il ministro dell’economia dice “tramite tagli su altri ministeri”, in poche parole demoliranno altri settori come la sanità o il sistema pensionistico.

L’aziendalizzazione delle scuole invece passerà dal merito, ossia aumenti degli stipendi per i 2/3 degli insegnanti che fanno più corsi e progetti interni alla scuola. Il tutto controllato da un Nucleo di Autovalutazione, vecchia proposta dell’Aprea, composto anche da un membro esterno alla scuola (leggasi privati). Con questo meccanismo i docenti saranno messi in una spietata concorrenza tra di loro che si potrà tradurre in lavorare di più e gratis.

E se a parole il Governo assicura finanziamenti per gli istituti scolastici, nelle linee guida del Governo l’unico investimento sicuro è quello privato che sarà incentivato con defiscalizzazioni, più soldi metti nella scuola meno tasse paghi.

E i privati cosa potranno avere in cambio? Naturalmente diventando sempre più indispensabili per il funzionamento delle scuole potrebbero sul lungo periodo influenzare la didattica, oltre a ciò il Governo garantisce manovalanza gratuita per le aziende. Infatti, diventa obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali per un ammontare di 200 ore l’anno a studente.

In tutto questo i poteri dei presidi aumentano notevolmente, per esempio potranno gestire liberamente il 10% dei fondi della scuola. Questo sistema incentiverà la repressione contro studenti e professori che non intendono chinare la testa!

Occorre organizzarsi affinché si fermi il processo di privatizzazione e aziendalizzazione delle nostre scuole, esattamente come già sta avvenendo in Spagna, Grecia, Portogallo, Paesi in cui giovani e lavoratori si organizzano per fermare la devastazione di diritti e conquiste.

Già nl 2012 abbiamo fermato questo processo bloccando la riforma Aprea, ora respingiamo quella di Renzi e chiediamo un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità che passi dal raddoppio dei finanziamenti pubblici all’istruzione e dal ritiro dell’autonomia scolastica.

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