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Contro la repressione al Politi, per il diritto di manifestare!

Nel liceo “Politi” di Agrigento, il dirigente scolastico adotta dei metodi autoritari per reprimere gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione indetta dal collettivo studentesco “Sempre in Lotta” il giorno 14 Aprile.

Il metodo utilizzato è una peculiarità locale, quello dell’accompagnamento: gli studenti colpiti sono obbligati a presentarsi a scuola accompagnati dai genitori, altrimenti, dopo tre giorni, saranno ammessi in classe ma segnati assenti.

Questo provvedimento è inaccettabile per diverse ragioni. In primo luogo, penalizza uno studente che si presenta regolarmente a lezione solo perché non accompagnato e può trasformarsi in una sospensione di fatto. In secondo luogo, penalizza i genitori dello studente, che non necessariamente possono prendere un permesso sul lavoro o ovviare ad altri impegni o impedimenti personali senza che questo sia un problema. Ma soprattutto, con questo provvedimento si va a reprimere il semplice diritto a manifestare. Nessuno degli studenti si è infatti reso colpevole di comportamenti contro la scuola o persone che le frequentino: l’unica colpa che si attribuisce loro è di aver partecipato a una manifestazione, peraltro convocata all’interno di una campagna nazionale in difesa del diritto allo studio!

Addirittura la presidenza del Politi ha colpito poco dopo la manifestazione anche alcuni studenti con una nota disciplinare secondo la quale sarebbero colpevoli di non aver riportato sul gruppo facebook degli studenti dell’istituto la motivazione del dirigente scolastico in merito alla non concessione di un’assemblea studentesca. In un colpo solo il preside spia gli studenti online (!), si rimangia quanto dichiarato agli studenti sull’assemblea, e mette una nota per un commento su facebook, neanche fosse la polizia postale!

Come in troppi altri casi, il dirigente scolastico invece che protestare per i tagli che stanno riducendo in ginocchio l’istruzione pubblica in questo Paese si preoccupa solo di colpire chi cerca di salvare il diritto allo studio. Va ricordato che oltre che inaccettabile un simile comportamento si pone contro lo Statuto delle studentesse e degli studenti che dice che “in nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità” (art.4 comma 4).

Come coordinamento studentesco nazionale:

  • condanniamo fermamente questo caso di repressione e diamo la nostra solidarietà militante agli studenti colpiti.
  • chiediamo che questo provvedimento sia immediatamente ritirato e che in futuro non si applichi più.
  • facciamo appello agli studenti, ai genitori, ai docenti e al personale Ata del Politi e delle altre scuole di Agrigento perché non lascino spazio a un autoritarismo che nega il diritto di manifestare e colpisce direttamente chi prova in prima persona a difendere la scuola pubblica.

Sempre in Lotta – Coordinamento Studentesco

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