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Prima ci affamano e poi fanno i solidali (coi soldi nostri)

Dalle scuole lombarde, l'ennesima operazione ipocrita di Comunione e 
Liberazione: gli stessi che tagliano scuola e sanità per finanziare i
loro servizi privati poi provano a ripulirsi l'immagine invitando a 
opere di carità. Pubblichiamo un testo scritto da genitori di alunni di 
scuole di primo grado.

 

 

Genitori, studenti,

Anche quest’anno in diverse scuole di ogni ordine e grado è iniziata la campagna dedicata alla solidarietà dal titolo “Settimana del Donacibo”. Studenti e insegnanti sono invitati a raccogliere generi alimentari da offrire a famiglie bisognose.

In una società dove la maggioranza  della popolazione diventa sempre più povera e poche famiglie sempre più ricche (il 10% della popolazione controlla il 45% della ricchezza di questo paese),  dove il lavoro manca e quando c’é, é precario, una società dove un minore su cinque è in una famiglia indigente, le pensioni e i salari  faticano ad arrivare alle 3a  settimana, si impone una riflessione sulle condizioni delle classi lavoratrici e delle loro famiglie.

Per quanto sia positivo che “uomini di buona volontà” si prodighino in queste iniziative caritatevoli,  vi è tuttavia un velo di ipocrisia quando queste servono a perseguire una “strategia di marketing” sfruttando lo stato di indigenza delle famiglie. Ad organizzare la raccolta è infatti la Federazione Nazionale Banchi di Solidarietà, un insieme di associazioni legate a Comunione e Liberazione (CL), la principale organizzazione fondamentalista cattolica in occidente. Dietro la facciata di attivismo cristiano CL nasconde legami economici con settori importanti del mondo dell’impresa e della finanza, la “Compagnia delle Opere” è infatti il suo “braccio economico” – Ligresti è il nome di punta di tale associazione – fatto da oltre 30.000 cooperative  di cui 1000 di No-profit.  Questa organizzazione controlla la formazione professionale in Lombardia,  la maggior parte delle ASL lombarde e dei consigli di amministrazioni degli ospedali. La sua massima espressione politica è stato il Presidente della regione Lombardia Formigoni, implicato nello scandalo della casa di Cura Maugeri, il crac del San Raffaele e la finanza allegra del suo primate, Don Verzè. Le ultime inchieste, di questi giorni, vedono implicate le figlie Daccò e Rognoni, capo delle Infrastrutture Lombarde, con 70 capi d’imputazione di varia natura legate all’assegnazioni di appalti e truffe (EXPO 2015) a carico dello Stato e dei cittadini per svariati milioni di euro che sarebbero potuti essere impiegati per aiutare realmente i cittadini indigenti.

Il loro attivismo stride con la realtà in ambito scolastico soprattutto in Lombardia, dove questa realtà politica oltreché religiosa è artefice della politica di riduzione dei finanziamenti alla scuola pubblica a vantaggio di quelli alla privata attraverso i famosi “dote scuola” o “dote per la libertà di scelta”: centinaia di milioni di euro pubblici vengono usati per finanziare le scuole private. Facendo un semplice confronto tra i fondi stanziati per la scuola pubblica e quella privata emerge che la Regione stanzia solo 5 euro a studente della scuola pubblica, a fronte dei 302 euro per studente della scuola privata!

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: peggioramento della didattica, corsi che si reggono sui soldi che le scuole chiedono alle famiglie degli studenti. Nelle strutture mancano carta per fotocopie, sapone, bicchieri, carta igienica per i nostri figli a causa della mancanza di copertura economica dovuta ai tagli.

Personaggi come Formigoni e gli altri esponenti di CL in ambito politico hanno sempre sostenuto gli attacchi ai diritti dei lavoratori, le riduzioni salariali, la precarizzazione dei contratti di lavoro, i licenziamenti e le privatizzazioni di servizi, con ricadute in termini di tariffe e bollette che poi voi genitori lavoratori dovete pagare.

Con la scusa dell’educare alla carità e solidarietà si strumentalizzano i figli dei lavoratori per far passare il messaggio che i lavoratori, a cui vengono imposti sacrifici economici non indifferenti, devono ulteriormente tirare la cinghia per aiutare i propri colleghi e vicini di casa in situazioni peggiori della loro, distorcendo il concetto di solidarietà tra lavoratori per far sopire la giusta rabbia di genitori e di lavoratori verso un sistema che arricchisce sempre i soliti noti.

A questo non ci stiamo!

Se il problema è la difficoltà a far avere un pasto caldo a bambini e alle loro famiglie allora che lo Stato finanzi adeguatamente le mense scolastiche e pubbliche e fornisca un servizio degno di tale nome! I finanziamenti si prendano da quelli alle scuole private, dalle esenzioni fiscali alla Chiesa e dalla spesa militare!

Se il problema è l’esclusione sociale dal lavoro e la povertà allora che si lotti per un programma serio di lotta alla disoccupazione che parta dai lavoratori stessi e dai poveri!

Altro che la carità di lorsignori, la vera solidarietà deve essere quella per lottare insieme e riprenderci quello ci hanno tolto!

 

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