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Provincializzazione?? No Grazie!!

La sopravvivenza dell’università pubblica viene continuamente messa in discussione ed i finanziamenti che lo stato versa agli atenei sono valutati come un inutile spreco di risorse pubbliche. Se nel resto del paese ci ha pensato il Decreto Ministeriale Carrozza a tagliare quel poco che era rimasto dei fondi pubblici all’Università e Ricerca, qui in Trentino dobbiamo ringraziare la provincializzazione dell’Ateneo. Dal 2012 infatti l’onere di finanziare l’Ateneo Trentino ricade tutto sulla Provincia. Mentre Università e Provincia sono impegnate in un braccio di ferro con il Miur per cercare di ottenere l’accesso ai fondi premiali per atenei di Qualità, è del tutto evidente che la Provincializzazione dell’Ateneo non solo non porterà alcun tipo di vantaggio ma spalanca l’ingresso nelle Università ai finanziatori privati, che ovviamente hanno tutto l’interesse a remunerare il proprio investimento, anche con le risorse pubbliche, per i propri fini. Tutto ciò è ben visibile innanzitutto dalla drastica riduzione del bilancio per le Università, che è passato da 8 mln nel 2011 a 6,3 nel 2014, con pesanti ricadute sulle borse di studio, di cui 350 studenti sono “idonei, ma non beneficiari”.

Quest’anno inoltre per la ricerca si prevede un taglio del 10% del budget, accompagnato da “una razionalizzazione” dei centri di ricerca, dove razionalizzazione significa “spostare fondi ai centri di ricerca più economicamente vantaggiosi oppure di fatto privatizzarli, come per esempio il progetto di riorganizzazione dell’Information e communication technology, che passerà sotto il controllo della Fondazione Bruno Kessler. E chi siede nel consiglio di amministrazione di FBK? Rappresentanti di Confindustria, delle cooperative trentine ed il presidente è il rettore della Luiss di Roma, università privata. Quali interessi tutelano questi soggetti? Non quello pubblico. Mentre si tagliano i fondi per le borse di studio, per la ricerca ed i salari dei lavoratori esternalizzati, si è lanciata una campagna speculativa per la realizzazione di una nuova biblioteca universitaria. Il progetto costerà all’università 40 mln di euro di cui 9 mln derivano da un prestito finanziato dalla Banca Europea degli Investimenti, perché come han detto la direzione finanziaria di Ateneo «Ormai l’Università è sufficientemente patrimonializzata per poter assumersi un debito». Si infatti, come un’azienda!

Sempre meno studenti hanno la possibilità di accedere all’università e di mantenersi gli studi e le risorse pubbliche vengono sempre più dirottate da comitati d’affari verso la speculazione e per favorire la specializzazione presso istituti universitari privati. E’ una selezione di classe.

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