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CREMA: scuola fallita scuola requisita!

Era il 2008 quando in un protocollo d’intesa siglato tra Regione Lombardia, Comune di Crema e fondazione Charis (legata alla Compagnia delle opere), si approvò lo stanziamento di 4,5 milioni di euro per la costruzione di un nuovo polo scolastico privato che avrebbe dovuto ospitare la crescita di generazioni di ciellini, dalla scuola materna fino al liceo tra mille agi e servizi. Un progetto faraonico dal valore complessivo iniziale di circa 14 milioni, a cui il pubblico dava un significato contributo.

Già dalle mobilitazioni studentesche dell’autunno del 2008 il locale Csp-Sempre in lotta fu la prima organizzazione politica in città ad organizzarsi contro l’avvio dei lavori. Ebbe a quel punto inizio una campagna che coinvolse ogni scuola della città: nell’arco del 2009 vennero fatte decine di iniziative politiche, ci fu un corteo con centinaia di persone in piazza, perfino la campagna elettorale delle provinciali si giocò sul tema “scuola di Cl”. Nonostante tutto i lavori iniziarono e sarebbero dovuti finire nel settembre 2011. In tutto questo arco di tempo il Csp non ha mai fatto un passo indietro nell’opposizione all’odiato finanziamento alla scuola ciellina.

Il 19 febbraio del 2013 con i lavori fermi da oltre un anno, al Comune di Crema è arrivata l’avviso da parte della fondazione Charis della sua messa in liquidazione. Della scuola di Cl rimane ora un ecomostro abbandonato e un milione di euro che la fondazione è comunque riuscita ad intascarsi. In città Comunione e liberazione sta attraversando da qualche tempo un momento di relativa debolezza iniziato con gli scandali in regione Lombardia e culminato localmente con la scomunica per abusi sessuali del massimo dirigente locale di Cl e Cdo. Tuttavia, il presidente della provincia Massimiliano Salini, in quota Cl, impedisce anche solo di discutere sul riutilizzo pubblico di quell’area e di quella scuola.

Da febbraio “la Scuola di Cl” è tornata al centro dell’attenzione. Su spinta dell’associazione dei docenti Retescuole è nato un comitato per il riutilizzo pubblico dell’edificio, a cui hanno aderito Pd, Sel, Prc e Csp-Sempre in lotta. Il comitato, data la composizione, trasuda moderazione. In questo comitato la presenza del Csp è però determinante perché è, con i professori, l’unica struttura che può vantare un radicamento reale e una militanza attiva. Già dal corteo del 15 novembre le rivendicazioni degli studenti erano chiare : esproprio senza indennizzo dell’area e del patrimonio di Charis, restituzione obbligata dei soldi ottenuti dalla fondazione e riutilizzo dello stabile come scuola pubblica data la fatiscenza di troppe scuole cremasche.

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