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Carrozza indica la strada: privatizzazioni!

“La lezione è gentilmente offerta dalla “Prosciutto Cotto – Rovagnati”. Battuta? No, ben presto potrebbe diventare una triste realtà. Al cambiare del Ministro dell’istruzione non cambia infatti la politica scolastica del governo, che anzi fa passi da gigante verso la privatizzazione.

Se la Gelmini ha impoverito le scuole pubbliche mentre “timidamente” incoraggiava l’intervento di sponsor privati nelle scuole, Profumo prima e Carrozza poi mantengono la linea del ministro precedente e rilanciano con maggiore forza una sinergia pubblico-privato nell’istruzione. Con il ministro Profumo infatti il progetto di legge Aprea che puntava a far entrare i privati nelle scuole si sbloccò dalle “paludi parlamentari” per poi essere di fatto ritirato grazie alla lotta di centinaia di migliaia di studenti e docenti. Ora con la Carrozza vediamo una nuova trovata: l’operazione fundraising. Un bel nome davvero per nascondere il reale intento del Governo: fare entrare i capitali privati nelle scuole pubbliche. Infatti, come svela il Corriere della Sera il 28 ottobre con il titolo “Computer e lavagne con lo sponsor. Nella scuola pubblica comincia l’era dei privati” di fatto l’operazione found raising sarà un’invasione di pubblicità privata sulle scuole pubbliche.

L’ingresso di capitali privati negli istituti porterà a lungo andare ad una subordinazione delle decisioni scolastiche e didattiche agli interessi del finanziatore di turno con la messa a morte di quanto resta di pubblico nella scuola. Per incoraggiare l’ingresso di questi capitali il ministro vuole proporre la defiscalizzazione, ovvero “tu privato, più soldi fai entrare a scuola e meno tasse ti faccio pagare”: un piccolo contributo statale per la privatizzazione scolastica. Non dimentichiamo inoltre che questo tipo di operazione andrà a legittimare anche la pratica dei contributi scolastici da parte delle famiglie che già in molte scuole sono la fonte di finanziamento privilegiata dei presidi-manager.

Facciamo un passo avanti: è vero che il Ministro Carrozza non pratica tagli alla scuola pubblica? No. Dopo aver proposto già a giugno un taglio di circa 74 milioni sui fondi per gli appalti delle pulizie delle scuole, adesso arriva la proposta di un liceo ridotto. A partire da quest’anno, infatti, il ministro ha autorizzato la sperimentazione di un liceo di 4 anni anziché 5 in tre istituti privati: il collegio San Carlo di Milano (dove si paga una retta di 9 mila euro), il Guido Carli di Brescia e l’istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio. La motivazione ufficiale del governo è quella di allineare il percorso scolastico italiano alla media europea. In realtà, la motivazione è ancora una volta economica: secondo l’Anief “Comprimere il percorso scolastico comporterebbe sul quinquennio la perdita di 40mila cattedre. E un risparmio di un miliardo e trecento milioni di euro”. Mica male come risparmio, anche la Carrozza potrà sedersi a questo punto trionfante tra i ministri dell’austerità.

Ma non è finita qui. Mentre i ministri fanno cassa con il “bancomat scuola” la logica degli stage dilaga da Nord a Sud. A Bolzano gli studenti universitari possono firmare contratti di apprendistato in cui 28 mesi si passano in azienda e 8 all’università, il tutto retribuito a 600 euro al mese. Secondo voi un’azienda tra uno stagista a 600 euro e un lavoratore a 1.200 euro chi sceglierà? Probabilmente preferirà lo stagista: da quando l’alternanza esiste (Dlgs n. 77 del 15 aprile 2005) gli studenti coinvolti sono passati da 45.879 a 227.886 del 2012-13. È evidente che il governo vede gli studenti come una massa, preferibilmente poco istruita e con meno diritti possibili, da spingere nel mondo del lavoro. Ecco quindi lo studente stagista senza diritti e sottopagato che sostituisce l’operaio con diritti e contratti nazionali. Oppure gli incentivi all’assunzione per chi decide di abbandonare la scuola prima di aver conseguito un diploma di scuola superiore. Questo è dove vogliono arrivare: ridurre l’istruzione pubblica ad una scuola di serie B. Chi vuole imparare qualcosa, dovrà pagare, preferibilmente nelle strutture private.

Come abbiamo visto, da una parte è in atto lo smantellamento della scuola pubblica, dall’altro il governo rinforza un modello di scuola privata e classista. Ma la borghesia ha fatto male i suoi conti se crede di agire indisturbata: lo scorso anno al processo di privatizzazione avanzato con la riforma Aprea abbiamo risposto occupando scuole, facendo cortei, mettendo in discussione il sistema. Semplicemente questa è ancora la via da percorrere, anche contro le politiche del Ministro Carrozza.

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