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L’autunno è iniziato! Perchè scendere in piazza?

A partire dagli anni ’90 l’istruzione pubblica italiana si è vista attaccare in tutti i modi: si parte con l’entrata dei capitali privati grazie all’autonomia scolastica, per poi continuare con la riforma Moratti e quella Fioroni, fino ad arrivare ai tagli della Gelmini. Dal 2008 ad oggi all’istruzione sono stati sottratti circa 10 miliardi di euro, con le conseguenze che ora sono sotto gli occhi di tutti: tagli delle ore e degli indirizzi, alunni disabili senza insegnanti di sostegno, classi con oltre 30 studenti, edifici non a norma, contributi scolastici alle stelle, licenziamento di decine di migliaia di lavoratori della scuola, il taglio dei fondi per il diritto allo studio, ecc

Le conseguenze dei tagli all’istruzione, tuttavia, non si vedono solo dentro le scuole ma anche fuori. Il fatto che l’abbandono scolastico sia arrivato al 17% e che ci sia un crollo delle immatricolazioni all’università è una delle conseguenze dei costi di accesso all’istruzione sempre più alti, fattore che sta portando l’Italia a riparlare di analfabetismo di ritorno. Di fronte a una tragedia nazionale come questa il governo Letta ha pensato ai proclami e ai decreti-propaganda, infatti, ha stanziato appena 400 milioni assolutamente insufficienti per la situazione in cui versa la scuola pubblica italiana. Per la borghesia e i suoi partiti tuttavia è normale: il grande capitale deve aumentare i profitti, i popoli devono fare austerità!

Serve una forte risposta alle politiche di austerità. E’ giusto convocare i cortei del 4 e dell’11. Però ci chiediamo perché non poteva essere organizzata una sola giornata di mobilitazione unitaria. Inoltre non ci si può impantanare nel chiedere concessioni ad un Governo dal quale non otterranno nulla se non lottando.  Bisogna portare nei cortei contenuti alternativi al sistema, bisogna chiedere innanzitutto:

l’immediato raddoppio dei finanziamenti e l’azzeramento dei finanziamenti alle scuole private

il ritiro di tutte le controriforme a partire dall’autonomia scolastica.

Per finanziare l’istruzione non si deve pagare il debito pubblico.

E dopo il corteo, l’occupazione o l’autogestione cosa fare? Nella maggior parte dei casi non resta nulla di organizzato dentro le scuole, fattore che indebolisce le lotte degli studenti, lotte che ora più che mai bisogna radicare ed unire alle lotte dei lavoratori. Solo insieme ed organizzati si può abbattere un sistema fondato sullo sfruttamento e la povertà!

ORGANIZZATI IN PIAZZA CON NOI, COSTRUISCI NELLA TUA SCUOLA SEMPRE IN LOTTA!

Scarica il volantino in formato pdf!

 

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