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Lettera di Mario Pontilli ai Rettori delle Università

AL Ministro della pubblica istruzione

Maria Chiara Carrozza

Al Ministro della Giustizia

Annamaria Cancellieri

Al Ministro delle Pari Opportunità

Josefa Idem

Ai Rettori delle Università

Al Presidente del Gruppo Tecnico Nazionale

Istruzione degli Adulti

Dottor Giuseppe Roma

Egregio Ministro,

 

i sottoscritti, Anna Grazia Stammati – presidente del Cesp ( Centro Studi scuola Pubblica), nonché componente del gruppo Tecnico Nazionale Istruzione Adulti- e Mario Pontillo – responsabile nazionale dello sportello di segretariato sociale sul carcere, con la presente informano le SSLL su quanto sta accadendo  in molti istituti penitenziari.

 

A dispetto degli articoli 33-34 della Costituzione della Repubblica Italiana, dell’articolo 19 dell’Ordinamento Penitenziario, dell’art 115 DPR 230/2000, della  CM n 0206745 del 28 maggio 2012, nonché della stessa nota GDAP  0036997-2013, attuativa della Circolare precedente ( Realizzazione circuito regionale ex art 115 DPR 230/2000- Linee programmatiche ), che sanciscono il Diritto allo studio e l’obbligo per gli organismi penitenziari di favorire e potenziare le attività trattamentali ( di cui fa parte integrante lo studio), tali diritti vengono, infatti,  in gran parte disattesi.

 

In particolare i sottoscritti stanno ricevendo richieste di aiuto, da tantissimi uomini e donne reclusi, con condanne molto lunghe o con l’ergastolo, ai quali e alle quali, per la mancanza di convenzioni Carcere/Università, viene negato il servizio di tutoraggio per lo studio universitario e la possibilità del reperimento dei testi in comodato d’uso, o a titolo gratuito, elementi necessari per permettere agli studenti ‘ ristretti’ di studiare, viste anche le disastrose condizioni economiche dei detenuti, che rendono difficile avere libri di testo per poter studiare.

 

Tale situazione è determinata in parte anche dalla revisione dei circuiti penitenziari regionali, che sta determinando lo spostamento di molti detenuti da istituti nei quali tali convenzioni sono presenti ad altri dove invece tali convenzioni non ci sono ( e le cui Direzioni penitenziarie non hanno intenzione di stipulare ), con conseguente ulteriore disorientamento e crisi negli studenti detenuti che hanno, spesso, come unico strumento di riqualificazione esclusivamente lo studio.

 

In realtà la mancata stipula di convenzioni tra Università e istituti penitenziari  contravviene proprio a quanto disposto dalla circolare del 30 maggio 2012 per la realizzazione  di un circuito penitenziario istituito per  risolvere i problemi creati dal sovraffollamento e dalla diminuzione delle offerte trattamentali “ Il continuo innalzarsi delle presenze negli istituti penitenziari ha determinato il progressivo peggioramento delle condizioni di vita interne sia per la graduale contrazione dello spazio di perimetrazione posto a disposizione dei detenuti, sia per la riduzione, legata a molteplici fattori, delle offerte trattamentali proposte” (Circolare 28 maggio 2012 – Realizzazione circuito regionale ex art.115 d.p.r. 30 giugno 2000 n. 230: linee programmatiche)

 

Le istituzioni penitenziarie, che stanno frapponendo ostacoli di vario genere alla realizzazione del diritto allo studio dei detenuti e delle detenute, consentono, infatti, esclusivamente l’ingresso delle commissioni d’esame (con modalità rese particolarmente difficili in virtù della sicurezza  che scoraggiano le stesse Università), ma non consentono una concreta realizzazione del diritto allo studio che dovrebbe prevedere, così come già esiste in alcune strutture penitenziarie, uno studio assistito che renda possibile un apprendimento efficace e non solo lo svolgimento di esami.

 

Vi chiediamo quindi di prendere in considerazione ogni domanda fatta da studenti e studentesse reclusi/e, per permettere congrue forme di tutoraggio per lo studio universitario e la possibilità del reperimento dei testi in comodato d’uso, o a titolo gratuito, indipendentemente dall’attivazione o meno della convenzione con l’Istituto ospitante ( ma auspicando che tali convenzioni siano attuate al più presto), considerandolo un impegno sociale all’interno del ruolo Istituzionale.

 

Sicuri della Vostra sensibilità umana e della forza del Vostro ruolo,come Istituzioni fondamentali dello Stato,confidiamo nel Vostro fattivo intervento.

 

Grazie, in particolare da parte delle donne e degli uomini reclusi,che oggi qui rappresentiamo e da parte nostra i più cordiali saluti.

 

Anna Grazia Stammati

Mario Pontillo

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