You are here: Home // Nazionale // INVALSI: La cultura dei quiz non è cultura!

INVALSI: La cultura dei quiz non è cultura!

I test INVALSI ci saranno “somministrati” anche quest’anno nella giornata del 16 maggio: i professori, chi più chi meno, hanno iniziato a farci pressione affinché da bravi alunni teniamo alto l’onore della scuola contribuendo al gravoso compito di stilare le classifiche nazionali. Perché di classifiche si tratta e alla fine, come in ogni competizione, l’istituto migliore verrà premiato mentre il resto della massa sarà lasciato indietro ad arrangiarsi senza più finanziamenti pubblici. Hanno poco da continuare a ripeterci che i test servono a calcolare il livello dell’istruzione italiana e a migliorarla: alla prova dei fatti quello che emerge sono i fondi destinati alle scuole dai risultati più soddisfacenti e ai professori con le classi migliori.

Le INVALSI, per di più, sono test malfatti, dato che l’ente pubblico incaricato di scriverli è sottopagato: questo perché l’interesse vero non è migliorare l’istruzione, ma avere dei risultati utili solo alle aziende, che tramite Confindustria spingono per la loro realizzazione, per sapere in quali scuole investire e ricercare i futuri impiegati, grazie anche ai codici su ogni test che rendono rintracciabile ogni studente. Questo progetto sarà completato quando l’ANVUR, un altro test simile, sarà introdotto all’Università portando i finanziamenti mirati all’elite che li supererà, mentre gli altri istituti si troveranno a dover aumentare le rette e chiudere gli atenei, svendendoli ai privati. Con il privato già nella scuola, grazie all’autonomia scolastica e alla riforma Gelmini, le aziende private potranno pilotare a loro piacimento l’istruzione per creare lo studente-merce da lanciare nell’anarchia del mercato di lavoro: difatti potranno pagare meno dei lavoratori non specializzati, formati da test standardizzati nazionali. Inoltre i futuri professori formatisi sotto il modello di insegnamento delle INVALSI (che comunque già condizionano il programma scolastico portando gli insegnanti a spendere tempo per prepararci a questi test inutili) saranno solo capaci di riproporre questo modello volto a superare il test: anche altri in paesi  dove vengono proposte prove simili (per esempio USA e Regno Unito) gli insegnanti ritengono che i quiz siano responsabili del crollo della qualità dell’istruzione. Questo riduce la scuola a una semplice introduzione al mondo lavorativo, rendendola sempre più simile a un’azienda che seleziona i suoi impiegati migliori (alias pecore non pensanti) invece di fornire a tutti gli studenti ciò che dovrebbe essere il vero ruolo della scuola, ossia l’informazione e la formazione di una coscienza critica che servono ad ogni lavoratore. Questo sistema vuole ridurre tutta la didattica ad una crocetta da mettere su un foglio per prendere il voto giusto, privando i ragazzi dell’opportunità di sviluppare le loro capacità per indirizzarli verso un futuro da impiegati modello il cui unico scopo è essere un ingranaggio nella catena di produzione.

COME BOICOTTARE L’INVALSI:

  1. Stare a casa,
  2. farli tutti uguali, poiché il “Cheating” delle INVALSI annulla i test che hanno risposte tutte uguali.

COSA PROPONIAMO COME ALTERNATIVA  ALLE  INVALSI:

  1. Meno studenti per ogni classe,
  2.  più insegnanti assunti,
  3. corsi di recupero,
  4.  abolizione dell’autonomia scolastica perché slega le scuole dai finanziamenti statali,
  5. aumentare finanziamenti pubblici tagliando i finanziamenti alle private e le spese militari.

1024×768

<![endif]

Leave a Reply

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.