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Ancora il contributo scolastico, tra tragedia e farsa al Nino Cortese di Maddaloni!

Lo smantellamento dei diritti basilari è all’ordine del giorno e avanza sempre di più.La società vede una polarizzazione sempre maggiori tra i ricchissimi, per i quali ogni diritto è facilmente acquistabile, e la maggioranza della popolazione, composta da studenti e lavoratori, cui i diritti che dovrebbero essere in quanto tali accessibili e gratuiti vengono tolti…anzi “tagliati”.

Ripetutamente sentiamo dirci che di fronte alla crisi “tutti insieme” dobbiamo fare degli sforzi, stringere la cinghia.È necessario tagliare, per rispettare i patti contratti con l’Europa.

Eppure questi “sforzi” alla prova dei fatti vengono richiesti solo ai giovani e ai lavoratori.
Gli studenti pagano la crisi con i tagli all’istruzione, accorpamento di classi, diminuzione del personale, taglio al materiale didattico, scuole fatiscenti. Ben inteso: stiamo parlando della scuola pubblica.
Perché per le scuole private i finanziamenti statali continuano senza ostacoli.

Così gli studenti che non possono permettersi scuole private, vedono tagliare il proprio futuro a partire da un diritto basilare, che è quello all’istruzione. Non solo sono costretti a una qualità pessima dell’istruzione per i continui tagli ai finanziamenti da parte dello stato, ma proprio per questo i presidi delle scuole si sentono in diritto di chiedere ulteriori soldi alle famiglie! Un altro sforzo, c’è la crisi!Questo finanziamento viene chiesto alla famiglia in vario modo.
A partire dal doversi portare la carta igienica da casa, oppure i fogli per le fotocopie, oppure il materiale didattico, arrivando al contributo scolastico.
Noi di Sempre in lotta abbiamo sviluppato un articolo che spiega in modo dettagliato “il contributo scolastico: cos’è e perché non va pagato” dato che quello che per legge nasce come contributo volontario viene invece imposto nel vero senso del termine alle famiglie, o affermando che è obbligatorio (menzogna!), oppure attraverso pressioni morali e psicologiche sugli studenti (“per colpa di chi non paga la scuola rischia di fallire!”).
Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.
Possiamo dire che l’imposizione del contributo scolastico alla famiglie, facendolo passare per contributo obbligatorio è una tragedia.
La farsa c’è stata al liceo scientifico Nino Cortese di Maddaloni, dove di fronte al legittimo rifiuto da parte di alcuni studenti di pagare il contributo scolastico il Preside ha inviato una lettera alla famiglie con la richiesta di effettuare il pagamento, di “assolvere questo onere” [cit.].Nella lettera si percepisce in toto quello che le contro-riforme scolastiche hanno prodotto, la trasformazione completa della scuola in un’azienda che deve far quadrare i conti. “Come qualsiasi ente o azienda la scuola pubblica per garantire un’offerta formativa di qualità, praticata in strutture edilizie sicure, in ambienti sani e con attrezzature adeguate, necessita di risorse finanziarie. I recenti drastici tagli alla spesa a seguito della grave crisi che coinvolge l’intero sistema economico e produttivo del Paese, sono ricaduti pesantemente sulla politica gestionale e di investimento della pubblica istruzione” [cit.]Ci sono i tagli all’istruzione, è colpa delle famiglie che non pagano il contributo scolastico se l’azienda scolastica non può promuovere offerta formativa in ambienti sani e strutture sicure!!Il preside allega una serie di attività per cui verranno utilizzati i soldi del contributo scolastico, tra cui oltre ad attività extracurricolari, che per legge sono le uniche che possono essere finanziate dal contributo scolastico, ci sono anche elementi scolastici basilari che mai e poi mai dovrebbero dipendere dalle tasche degli studenti, come ad esempio fotocopiatrice, materiale  e attrezzature per il funzionamento dei laboratori scientifici, materiali e attrezzatura didattiche per i corsi di recupero, materiale di pulizia, arredamenti scolastici (lavagne banchi, sedie, cattedre), manutenzione ordinaria a strutture e impianti, assicurazione infortuni, libretti scolastici, pagelle e diplomi.
La lettera si conclude così: “un piccolo sacrificio economico da parte di tutti permette a questa scuola di garantire un servizio di qualità, fondamentale per la crescita culturale e democratica dei nostri ragazzi”[cit.]
Un piccolo sacrificio economico da parte di tutti, di tutti che però sono sempre gli stessi!

Rimando alla lettura dell’articolo prodotto in precedenza sull’argomento, http://www.sempreinlotta.org/?p=7912, ma ritengo utile riprendere in questa sede il paragrafo che spiega perché non pagare il contributo scolastico.

CONTRIBUTO SCOLASTICO: PERCHE’ NON PAGARLO?
Ovunque sempre più studenti si organizzano per non pagare i con-tributi e per informare che essi sono volontari. Questo accade perché sempre più famiglie non riescono economicamente a sostenere questi costi che peraltro sono una barriera al diritto allo studio (contributi “facoltativi”, trasporti, libri, mense scolastiche dove si ha la fortuna di averle, tasse scolastiche = parecchie centinaia di euro che non tutti riescono a pagare). La reazione delle istituzioni scolastiche non si fa attendere: intimidazioni alle famiglie per convincerli a pagare e accuse ai non paganti con frasi tipo “per colpa di chi non paga la scuola rischia di fallire!”.La colpa del fallimento della scuola non è dello studente e della famiglia che si rifiutano di pagare un contributo che per legge è volontario, ma di uno Stato incapace di finanziare adeguatamente l’istruzione per le scelte politiche dei governi. Queste creano sempre più una selezione di classe, a causa della quale chi ha i soldi può studiare in scuole migliori, chi non li ha deve accontentarsi di un’istruzione di serie B. Gli studenti che non possono permettersi un’istruzione aumentano sempre di più, è inutile lamentarsi dall’abbandono scolastico pari al 18,8% se non si mettono gli studenti nemmeno nelle condizioni di poter accedere a una scuola.La scuole devono essere finanziate dallo Stato, che per questo riceve i soldi dalle tasse dei lavoratori, non dai contributi delle famiglie. Le scuole finanziate dalle famiglie sono quelle private e queste non devono ricevere soldi dallo Stato! L’istruzione deve essere gratuita, pubblica e di qualità!

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