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Messina: La Resistenza continua – Assemblea del Coll. La Riscossa

 

Anche quest’anno abbiamo assistito ad aggressioni da parte di gruppi neofascisti in tutta Italia a danno del movimento operaio e studentesco (l’ultimo il blitz al Liceo Giulio Cesare di Roma). Inoltre non sono mancati numerosi attacchi a sfondo xenofobico e omofobico. Non c’è da sorprendersi: certe ideologie, nonostante quanto si affermi, restano ed i topi di fogna che le rappresentano non si nascondono certo durante la crisi, anzi tentano di sfruttare il malcontento diffuso per accrescere la propria base.
Diventa quindi necessario identificare i fascisti come nemici del movimento studentesco e operaio e lottare attivamente contro ogni posizione che gli si richiami.
Fu in effetti questo che sconfisse il fascismo a metà degli anni quaranta. Sfiancate dalla guerra imperialista dell’Asse, le masse operaie si sollevarono contro il sistema che le opprimeva ferocemente e le aveva sacrificate al profitto. Che, nel movimento della Resistenza, ci fosse una forte caratterizzazione politica (i partigiani e le masse si ispiravano alla Rivoluzione russa e al socialismo) è visibile dal fatto che la borghesia italiana, che per anni aveva sostenuto Mussolini, lo scaricò rapidamente allo scoppio del movimento di massa, temendo la perdita dei propri privilegi come conseguenza di una rivolta antisistema. Nonostante le manovre borghesi, il movimento rivoluzionario crebbe: quando gli alleati, entrarono a Napoli, la città aveva già cacciato i fascisti e aveva innalzato bandiere rosse. A tal riguardo, si omette spesso -sbadataggine o censura?- che gli Alleati organizzarono una feroce repressione e si scagliarono contro i contadini del Mezzogiorno che avevano occupato le terre per coltivarle in autonomia.

Ecco perché la Resistenza oggi continua: contro l’opprimente campagna delle destre pronte a giustificare i crimini fascisti ricordando le foibe e le purghe staliniane, contro il revisionismo comune che tende a svuotare la Resistenza della sua natura di lotta di classe, individuandone il fine solo nell’affermazione della Repubblica e nella stesura della Carta Costituzionale, che non ha mai frenato gli interessi padronali. Sono inoltre da contrastare teorie che proclamano la morte di destra e sinistra e che le accomunano come “estremismi”: tale atteggiamento è tipico di chi agisce in maniera reazionaria e connivente col sistema e vuol quindi snaturare la lotta di classe ( lo stesso M5s, dichiarandosi al di sopra di destra e sinistra, si sottrae al proporre un’alternativa di classe che vada oltre grida e urla).La Resistenza fu senza alcun dubbio la reazione spontanea e rivoluzionaria delle masse alla schiavitù del capitale declinata nella forma particolarmente odiosa del fascismo.

Il dibattito sulla Resistenza non è un dibattito sul passato lontano,
quanto sul presente e sul futuro della
lotta di classe.

Per info:
francescosalmeri@hotmail.it
334.9561689

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