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Collettivo Locomotiva: LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA NON È SAN VALENTINO!

L’8 Marzo si “festeggerà” la giornata internazionale della donna, negli ultimi tre-quattro anni essa in Italia ha suscitato un forte interesse a riguardo dovuto dal maschilismo e dall’omofobia manifestati da una destra populista e liberale. Sia personaggi maschili ( Berlusconi:<< È meglio amare le belle donne che essere gay.>> ) sia femminili ( Nicole Minetti:<< La bellezza è potere e va usato>> ) giustamente, e fortunatamente, ciò ha causato indignazione e ha portato a manifestare questo sentimento, l’indignazione è proseguita gli anni successivi aumentando, anche per i “femminicidi” e le violenze che le donne subiscono in maniera sempre più crescente (nel 2011 120 casi che sono apparsi sui mezzi d’informazione e negli anni successivo il numero è aumentato esponenzialmente). Inoltre c’è il mercato de lavoro a peggiorare ulteriormente la situazione femminile:  “in Italia  la differenza nella percentuale di accesso al lavoro tra uomini e donne è del 23,6%, vale a dire il 73% degli uomini lavora contro il 49,4 % delle donne. E che dire della differenza retributiva tra chi occupa lo stesso posto? Il governo italiano ha diffuso dati che confermano che una dirigente donna guadagna il 26,4 % meno di un collega uomo. Si chiama “differenziale retribuutivo di genere” e in genere è del 23,3%:  per la stessa prestazione professionale una donna riceve tre quarti del salario di un uomo.Questo accade nel settore pubblico. In quello privato è peggio. Fonti governative sottolineano che “nel 63,1% delle società quotate in borsa, escludendo banche e assicurazioni, non c’è una sola donna nel consiglio di amministrazione”. Su circa 2.217 consiglieri totali, solo 110 (circa il 5%) sono donne. E nelle banche? Nel 72,2% dei consigli di amministrazione delle 133 banche prese in considerazione non c’è presenza di donne” (La Stampa). Quindi la domanda è: cosa c’è da festeggiare? Niente. Come del resto lo è stata la sua nascita: una giornata di lotta non un festeggiamento per essere riusciti a raggiungere l’emancipazione femminile.

Ci troviamo in Russia nel 1917, lo stato “feudal-liberista” della Russia è in ginocchio per la guerra: gli uomini sono in Europa a combattere la Grande Guerra, le donne vengono sfruttate nelle fabbriche e nei campi. Il partito bolscevico è l’unico che si batte per l’antimilitarismo, i diritti dei lavoratori e delle donne, in quanto punto cardine del programma socialista come stabilito nella II Internazionale socialista. Il giorno 23 Febbraio 1917 del calendario giuliano (8 marzo nel nostro) le donne di Mosca manifestarono, i cosacchi non riuscirono a resistere e grazie alle donne, che continuarono la lotta in successive manifestazioni, la Rivoluzione Russa di Febbraio riuscì pienamente. Negli anni successivi piano a piano l’8 Marzo diventò la “giornata internazionale della donna”, una giornata che vuole ricordare, e ogni anno riaffermare, che le donne non sono il sesso debole ma delle persone di uguale dignità agli uomini.

Vedendo questi dati e questa storia pensate ci sia ancora da festeggiare? NO! Le donne sono ben lontane dall’emanciparsi, ed è necessario che voi stesse lottiate senza preoccuparvi della durezza dei metodi, perché, ricordatevi, quando sentite un uomo come Don Corsi affermare che voi donne provocate alla violenza sessuale indossando vestiti succinti come le minigonne è lui che sta commettendo una violenza peggiore di qualsiasi manifestante di Femen.

Coll. Locomotiva-Sempre in Lotta Gallarate, Busto Arsizio, Legnano

Per info.

3408563936

collettivolalocomotiva@gmail.com

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