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15 ottobre: complici e solidali contro la repressione

6 anni di reclusione e 60 mila euro di risarcimento e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici: questa è la condanna per l’accusa di devastazione e saccheggio per gli scontri della manifestazione del 15 ottobre del 2011 a Roma. Come non accadeva da molto tempo si sono rispolverate le leggi coniate nel ventennio fascista per reprimere e punire chi manifesta.

La giustizia borghese, appellandosi al codice Rocco, ha sentenziato che il compagno Davide Rosci è colpevole di aver partecipato attivamente agli scontri avvenuti a piazza S.Giovanni dove è stato assaltato e dato alle fiamme un automezzo blindato della polizia.

Poco importa se la nutrita documentazione fotografica restituisce al compagno Davide la sola colpa di essere presente nelle vicinanze del blindato. La soluzione del processo ci porta a pensare che si è voluto forzare l’esito per inaugurare una nuova stagione di repressione. Per molti non è un caso che Davide il portavoce di Azione Antifascista Teramo e militante di rifondazione Comunista, è risultato fin da subito tra gli indagati e successivamente ritenuto colpevole.

Azione Antifascista Teramo così duramente colpita organizza un corteo nazionale sabato 9 febbraio nel quale chiama a raccolta tutti i compagni e antifascisti sia come testimonianza di solidarietà, ma soprattutto come dimostrazione che non si è disposti ad accettare che il dissenso venga condannato.

Sempre in Lotta aderisce all’iniziativa di Azione Antifascista Teramo ed esprime la sua solidarietà contro la repressione.

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