You are here: Home // Territori // Perché bloccare solo una strada? Blocchiamo la produzione, blocchiamo il paese!!!

Perché bloccare solo una strada? Blocchiamo la produzione, blocchiamo il paese!!!

Malgrado le indiscrezioni riguardanti i possibili “blocchi stradali” durante lo sciopero generale del 14 novembre, alla fine non si è visto nulla di tutto ciò, a parte un mini-blocco alla Stazione Cadorna. Ma perché adottare uno strumento come quello dei “blocchi stradali”? Quale è il loro scopo? E che cosa possiamo veramente ottenere portando avanti azioni di questo genere?

La cosiddetta “teoria dei blocchi” è fondata sull’ipotesi che il sistema capitalistico in cui viviamo sia governato da flussi (di persone, informazioni, merci…); quindi, per metterlo in crisi, dovrebbe essere sufficiente bloccare proprio questi flussi. Nella pratica, in un corteo cittadino, tale teoria si tradurrebbe nel bloccare il “flusso” del traffico. Tutto ciò potrebbe sembrare uno dei metodi di lotta più efficaci o, addirittura, decisivi per lo scopo prefisso. Ma nella realtà dei fatti non lo è. E non lo è per il semplice fatto che l’idea centrale su cui si basa è sbagliata: il sistema capitalistico, infatti, ruota tutto attorno alla produzione e non ai flussi. Di conseguenza solo i lavoratori possono bloccare il sistema produttivo, utilizzando l’arma dello sciopero e non un temporaneo e futile blocco stradale.

Gli unici effetti di un’azione di tal genere sono l’incazzatura degli automobilisti, cui non viene neanche spiegato il motivo del blocco, e il pretesto che viene dato alla polizia per caricare o allontanare gli studenti, provocando una dispersione di forze e il rallentamento del corteo. Quindi a che scopo bloccare una piazza o un viale trafficato per una quindicina di minuti? Questo strumento fa comodo solo a quelle strutture studentesche che vogliono

dimostrare a tutti i costi di essere proprio loro “le avanguardie del movimento”… ma il loro obiettivo è semplicemente quello di raccogliere il maggior numero di studenti, sottrarli alle strutture “avversarie” e decretare quindi chi, alla fine, ha avuto più seguito… dimenticandosi però di quello che dovrebbe essere l’obiettivo comune di una mobilitazione: abbattere il sistema capitalistico per migliorare le condizioni di vita di tutti. Queste azioni, inoltre, siano esse un blocco o una “carica” concordata con la polizia in precedenza, vengono usate per sfogare e far sbollire la rabbia degli studenti in un modo che non comprometta la classe dirigente: un blocco stradale, infatti, non ferma davvero il sistema, perché ha un tempo limitato e perché non danneggia affatto il sistema di produzione capitalistica.

Si conclude che l’unico mezzo con cui è seriamente possibile abbattere il sistema capitalistico è quello di bloccarne la produzione: per fare ciò è necessario unire la nostra lotta e le nostre rivendicazioni a quelle dei lavoratori. Dobbiamo andare oltre il blocco stradale e mettere in campo una serie di mobilitazioni che coinvolgano tutto il movimento rivoluzionario, unendoci per esempio agli scioperi indetti dai sindacati per portarli dalle 4-8 ore concesse ad una protesta ad oltranza. In relazione a questo lanciamo la mobilitazione per lo sciopero dei metalmeccanici (FIOM) del 5 e 6 dicembre, che vedrà manifestazioni regionali; in particolare qui a Milano il corteo sarà: mercoledì 5 dicembre alle 9.30 in Porta Venezia!

STUDENTI E LAVORATORI UNITI NELLA LOTTA!

Scarica il volantino in formato pdf

Leave a Reply

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.