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Messina: occupare, resistere, produrre…lavorare senza padroni

Cosa accomuna i lavoratori di Casa Serena, ATM, Birra Triscele, Caronte, Messinambiente, e servizi sociali ?
L’essere vittima di un sistema al collasso che prevede di smantellare ciò che di pubblico rimane per incrementare il profitto. La ricetta è sempre la stessa: si comprimono i costi di produzione con una politica di tagli ed esuberi e cancellazione dei diritti dei lavoratori oppure si dichiara il fallimento (ovviamente organizzandolo per tempo) per poter investire sulla costruzione di immobili. A poco servono le promesse pre-elettorali: non emergono evidenti garanzie che vadano oltre qualche mese. E’ ipotizzabile che già in estate i problemi dei lavoratori messinesi torneranno a presentarsi.


E cosa accomuna queste vertenze alle manifestazioni studentesche dei mesi scorsi?

L’attacco al diritto allo studio perpretato dai governi tanto di centrodestra che di centrosinistra, con i continui tagli a scuola ed università, ha favorito la precarietà tra personale scolastico e amministrativo e ha peggiorato l’offerta formativa (classi sovraffollate e pericolanti). Ulteriore affondo: il finanziamento alle scuole paritarie (223 mln di €) mentre si prospetta il taglio agli atenei che superino l’80% di uscite rispetto alle entrate..ovviamente Messina rientra tra i primi 20 atenei a rischio default. Se da un lato l’accesso all’università è compromesso da corsi a numero chiuso e dai costi di rette, mense, affitti e trasporti; dall’altro l’accesso al lavoro è penalizzato dalla riforma sul lavoro Fornero (con la ciliegina dell’attacco all’art 18) e dagli attacchi allo Statuto dei lavoratori e alla contrattazione collettiva ad opera dell’ultimo governo Berlusconi.

E che c’entra tutto questo col resto della città?
E’ evidente che con la crisi vigente, Messina, come le altre città del sud, paga lo scotto della carenza di finanziamenti nazionali ed europei, ma soprattutto dal continuo saccheggio operato dagli imprenditori locali. A pagare i conti della crisi, almeno nelle intenzioni dei padroni messinesi, soprattutto l’utenza: disoccupati, precari, studenti ed anziani che a causa della propria condizione economica non hanno certo grandi possibilità di scelta..

E se stavolta non finisse così?
NOI UNA PROPOSTA ALTERNATIVA L’ABBIAMO !!
La nostra proposta parla della nazionalizzazione dei servizi di trasporto e la pubblicizzazione dei servizi locali sotto controllo dei lavoratori. Rivendichiamo migliori condizioni di lavoro e l’abolizione delle leggi che hanno introdotto la precarietà (pacchetto Treu, leggi Biagi, ecc), fino alla recente Riforma Fornero. Difendiamo l‘ istruzione pubblica perché sia laica, di massa, di qualità: fuori i privati da scuole e università! Occorre favorire dell’unità delle vertenze del messinese: proponiamo uno sciopero cittadino perché si chiarisca chi sono i reali responsabili di disservizi e dello spreco del denaro pubblico! .
Noi vi abbiamo date buoni motivi per esserci e definire insieme la strategia perché la lotta sia efficace e sia possibile difendere ogni posto di lavoro…

ORGANIZZATI E LOTTA CON NOI!

ASSEMBLEA PUBBLICA
1 FEBBRAIO ore 17:00 , Salone dei mosaici, Stazione Marittima – MESSINA

Interverranno:
Mariano Massaro – Segretario Regionale Orsa

Paolo Brini – Comitato Centrale Fiom
e gli studenti medi ed universitari del movimento studentesco messinese

Scarica il volantino in pdf: Occupy _1_ desk

 

Facebook: https://www.facebook.com/collettivo.lariscossa

 

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