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MILANO: QUANDO A CROLLARE E’ IL DIRITTO ALLO STUDIO!

Lunedì 10 dicembre, alla riapertura dell'università, gli studenti e i lavoratori della mensa di Festa del Perdono si sono ritrovati un'amara sorpresa: durante il ponte di S.Ambrogio è crollato un metro 
di controsoffitto nei locali della mensa, in seguito al quale si è scoperto un altro controsoffitto in condizioni peggiori. L'università inizialmente aveva deciso di isolare solo il locale coinvolto nel 
crollo, per poi decidere di isolare entrambi i locali e metterli in sicurezza. Il risultato è che la mensa di Festa del Perdono è stata chiusa fino al 21 dicembre, data in cui l'università viene chiusa per le festività natalizie, con una data di probabile riapertura indicata il 7 gennaio. L'anno scorso il Cidis aveva organizzato all'ultimo una gara di appalto in cui, oltre alle spese ordinarie, vi erano quelle straordinarie di manutenzione e riammodernamento dei locali e delle 
cucine, spese che di cui l'università inizialmente non voleva farsi carico. Questi lavori, una volta subentrata la nuova azienda, sono stati parzialmente condotti in estate. Ci chiediamo quindi come sia possibile che, nonostante questo riammodernamento, sia crollata una parte del controsoffitto. La risposta rientra in una logica di tagli e di risparmi dei costi effettuato dall'università 
per restare “in attivo” con il bilancio, secondo la legge di autonomia universitaria che scrolla lo Stato dalla responsabilità di finanziare l'istruzione pubblica. Questi tagli hanno portato l'università a dare il servizio mensa in gestione esterna ad aziende, con il risultato di peggiorarne il servizio alzando i costi dei pasti, nonché le condizioni dei lavoratori che, l'anno scorso, hanno rischiato di perdere il posto di lavoro in mancanza 
di un’azienda che prendesse l’appalto per la mensa. Nel caso dei locali, un risparmio sui costi di manutenzione mette a rischio le condizioni di lavoro 
dei lavoratori della mensa e la salute degli stessi e degli studenti che usufruiscono di questo ervizio. La conseguenza di quanto è successo è che un servizio, già di per sé caro, viene negato agli studenti per una messa in sicurezza che doveva essere prevenuta. 
È accaduto in mensa durante la chiusura, dove fortunatamente non si è fatto male nessuno, ma in futuro potrebbe accadere in 
bagno, nelle aule o in qualsiasi altro luogo dell'ateneo. Per questo motivo rivendichiamo che il servizio mensa venga reinternalizzato, potenziato e offerto 
dalla Statale e che ogni locale venga messo in sicurezza per non mettere a repentaglio la salute 
dei lavoratori della mensa e degli studenti.
COLLETTIVO PANTERA - Sempre in Lotta
Comunicato Mensa

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