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Maddaloni: la rivolta del Don Gnocchi contro l’esasperazione dei ritmi di studio!

Il 16 novembre gli studenti del Don Gnocchi di Maddaloni, liceo pedagogico, sono scesi in piazza per rivendicare un concetto semplice, ma non più scontato: la scuola non è un carcere. Gli studenti chiedevano che fosse aumentata la tolleranza di entrata, cinque minuti in più per quei ragazzi che la mattina hanno difficoltà ad arrivare a scuola.

Il liceo è frequentato da molti studenti di provincia, che la mattina devono arrivare a scuola utilizzando mezzi pubblici, con corse ridotte e spesso in ritardo.

Oggi se un ragazzo arriva con 6 minuti di ritardo deve entrare alla seconda ora con tutte le conseguenze che ne derivano a livello di ore di presenza, che possono pesare molto sul voto finale, e anche sulla promozione (come è successo il 17 novembre quando due ragazzi hanno dovuto aspettare fuori dall’edificio fino alla seconda ora per ordine del Preside ).

Ma il Don Gnocchi non è l’unico istituto scolastico in cui ci sono esempi “ordinaria repressione”, ad esempio a Milano sono stati introdotti i tornelli. Gli studenti effettivamente “timbrano il cartellino” con la registrazione immediata anche del mezzo minuto di ritardo.

Doveri senza diritti, potrebbero dire gli studenti del Don Gnocchi che intanto fanno lezione in aule sovraffollate con tetti di 28 alunni per classe, molti bagni non funzionanti con ordine per i collaboratori scolastici di seguire gli studenti anche nel bagno per controllare i loro comportamenti.

Di fronte alla protesta che ha coinvolto il Don Gnocchi il 16 novembre, quando i ragazzi hanno deciso di lottare per i loro diritti invece di abbassare ancora una volta la testa, il Preside ha risposto minacciando il 6 in condotta per tutti.Strumenti punitivi come il voto in condotta sono armi usate per piegare la volontà dei giovani. Effettivamente si può dire che il Don Gnocchi è una scuola che prepara al futuro e insegna, infatti gli studenti imparano fin da subito ad avere repressione come risposta alla rivendicazioni di condizioni migliori.

Di fronte ad un sistema scolastico che insegna ad essere supini, ad avere il rispetto incondizionato per l’autorità, a dover chiedere il permesso anche di parlare, gli studenti del Don Gnocchi hanno preferito lottare, seguendo l’esempio di molti, studenti e lavoratori, che in questi mesi alzano la testa per rivendicare i propri diritti senza più essere disposti a piegarsi.

Il CSP Sempre in Lotta di Caserta appoggia le lotte di questi studenti, invitando i docenti e il personale ATA a fare lo stesso.

Uniti di vince! Per i propri diritti bisogna essere Sempre in Lotta!

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