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Comunicato Varese: siamo tutti antifascisti!

Il 14 novembre Varese è scesa in piazza come non si vedeva da 10 anni. Lo ha fatto grazie alla voglia di lottare di tanti studenti e al fatto che è nato un collettivo, Varese Rossa – Sempre in Lotta, che lavora per organizzare e coordinare il movimento. I fascisti varesini questo non l’hanno mandato giù e dopo il corteo hanno intimidito due compagne del collettivo. Pubblichiamo il comunicato scritto dai compagni di Varese e volantinato venerdì mattina. Sabato la riunione del collettivo, molto partecipata, con la presenza di compagni di Milano e Crema, ha mostrato che la nostra lotta è più forte delle loro minacce e ha dato un assaggio di cosa intendiamo per solidarietà militante.

Studenti in Lotta

Siamo tutti antifascisti!

Il 14 novembre a Varese c’è stata la più grande manifestazione da almeno 10 anni. Più di 4000 persone, fra studenti e lavoratori, sono scese in piazza per difendere la scuola pubblica e per opporsi alle politiche economiche che questo governo, come altri a livello internazionale, porta avanti.

Come collettivo Varese Rossa abbiamo convocato la partecipazione studentesca al presidio del lavoratori e una volta lì, come chiedeva buona parte della piazza, abbiamo proposto che non ci si fermasse, ma partisse un corteo. Così è stato, e crediamo che questa giornata sia stata un grande passo avanti per il movimento studentesco.

 Non abbiamo intenzione di fermarci qui. La manifestazione di mercoledì è stata importante, ma deve essere il punto di inizio per organizzarci e mobilitarci in tutte le scuole. Come vediamo in Grecia, in Spagna e in tanti altri paesi, dobbiamo prepararci per affrontare chi ha nelle proprie mani il potere economico e politico della società, e la battaglia non vede compromessi possibili. Per portarla fino in fondo dobbiamo avere le idee chiare. Ci esprimiamo per questo su alcuni avvenimenti di questi giorni.

 Nella preparazione verso il 14 abbiamo ricevuto la richiesta di partecipazione al presidio di due formazioni di estrema destra, Fiamma Tricolore e Lotta Studentesca (legata a Forza Nuova). Abbiamo rifiutato questa proposta perché non siamo disposti ad accettare chi basa la propria attività sulle aggressioni, verbali e fisiche, contro immigrati, omosessuali, attivisti di sinistra. Il fatto che a parole queste formazioni si dichiarino a fianco degli studenti perde di ogni significato se il loro ruolo è quello di attaccare politicamente e fisicamente chi si schiera in prima fila per lottare. Nel 2008, quando c’è stato l’ultimo movimento studentesco di massa in Italia, diversi gruppi di estrema destra hanno cercato di infiltrarsi nelle assemblee e nelle mobilitazioni, con slogan come “nè rossi né neri ma liberi pensieri” e “siamo tutti quanti studenti”. Dopo alcune settimane il Blocco Studentesco (legato a Casapound Italia) si è presentato nel corteo di Roma e a metà della manifestazione ha aggredito gli studenti con spranghe e catene, seminando il panico fino a quando il corteo ha difeso se stesso cacciandoli.

 Tutti i nodi vengono al pettine, e la retorica pseudo-rivoluzionaria di questi gruppi si risolve alla fine solo nel cercare di presentarsi con una faccia amica per poi poter spaccare e colpire con più forza le lotte. Non stupisce che queste formazioni siano coperte e finanziate, ufficialmente o sotto banco, dai maggiori partiti di destra: per questi partiti sono uno strumento utile per mantenere il controllo politico e stroncare le mobilitazioni.

 Ciò che abbiamo visto a Varese fa parte di questo lavoro. Non potendo agire apertamente dentro il corteo, hanno convocato l’assemblea separata di una scuola, il Manzoni, senza spiegare chi fossero e attaccando il collettivo e le organizzazioni che avevano lavorato per la riuscita della manifestazione. Le studentesse del Manzoni vicine al collettivo sono state aggredite verbalmente per impedire che potessero spiegare le loro idee. L’immagine di un comizio dal balcone, oltre a rievocare il ventennio fascista, spiega da sé quanto fosse democratica la discussione. Tant’è che si è accuratamente evitato di sottoporre a votazione le decisioni che si dovevano prendere.

 Fra le accuse che ci siamo sentiti rivolgere c’è quella per cui avremmo delle posizioni politiche. Il collettivo Varese Rossa, come il coordinamento nazionale di cui fa parte, Sempre in Lotta, sono indipendenti politicamente e finanziariamente da qualunque partito o sindacato. Detto questo, rivendichiamo fermamente di avere delle posizioni politiche, e lo riteniamo non una debolezza ma l’unica vera possibilità di far avanzare le lotte. Noi ci schieriamo: contro il governo, contro i partiti che lo sostengono; dalla parte dei lavoratori e degli studenti in lotta; contro le forze razziste, fasciste, omofobe che aggrediscono chi lotta. Chi difende l’apoliticismo dice che non ci si deve schierare, o nasconde il proprio schieramento. 

Detto questo, ogni posizione politica del collettivo è discussa, condivisa e se necessario votata da chi ne fa parte. Crediamo che anche nelle mobilitazioni si debba fare così, e ci fa pensare che chi difende l’apoliticismo abbia poi metodi antidemocratici, imponendo decisioni, aggredendo chi la pensa in un altro modo, impedendo una discussione aperta e un metodo democratico per prendere le decisioni.

 Chi fa riferimento alle forze di estrema destra ci ha attaccati perché abbiamo convocato la mobilitazione studentesca nella stessa piazza dei lavoratori. Dicono che si tratta di lotte diverse. Questa è una posizione politica che indebolisce sia il movimento studentesco sia i lavoratori. Noi crediamo invece che queste lotte vadano tenute unite per poter sconfiggere il comune nemico: chi controlla l’economia e i governi che li difendono. Dividere le lotte, ancora una volta, è un modo per aiutare chi ci attacca.

 Su queste basi vogliamo proseguire e rilanciare le mobilitazioni. Siamo convinti che questa sia la volontà di molti altri studenti, che stanno cercando un modo per farlo. Il primo passo che proponiamo è l’organizzazione in tutte le scuole di assemblee unitarie fra gli studenti e i lavoratori dove discutere di come proseguire dopo il 14, di quali richieste portare avanti, di come organizzarci democraticamente e con efficacia.

 Essere antifascisti vuol dire lottare contro chi un movimento del genere lo vuole distruggere.

                                                                                                                                                                                 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco

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