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Il 12 ottobre in provincia di Caserta, il nostro autunno è appena iniziato!

Un bilancio del Corteo

Sono tanti i momenti di mobilitazione che si stanno creando in Italia. Sempre di più, perché la rabbia è tanta e la voglia di scendere in piazza cresce. Perché dopo tante raccolte firme, dopo tanti appelli alle istituzioni, dopo tanti tavoli di concertazione e referendum affossati, come quello dell’acqua pubblica, si è capito che c’è solo un modo per difendere i propri diritti e per riconquistare quelli che già ci hanno tolto: la lotta. Ad una politica europea, di tagli, licenziamenti, contratti precari, politica che in piazza i giovani definiscono “di miseria e lutto”, si contrappone una forza che sta crescendo sempre di più anche in Italia, l’opposizione della piazza fuori dal parlamento.

“Il diritto si conquista con la lotta”, “la nostra rabbia contro la vostra crisi” sono alcuni degli striscioni che il 12 ottobre nelle strade casertane sono stati portati in corteo dagli studenti, durante una manifestazione contemporaneamente allo sciopero dei lavoratori e dei perecari della conoscensa, in presidio davanti alla prefettura.

Sotto la pioggia battente studenti e lavoratori hanno dimostrato di non essere disposti a farsi schiacciare da una politica di austerità, che vuole far pagare la crisi del capitalismo sempre agli stessi, sempre a loro.

L’aumento di tasse universitare e contemporaneamente il finanziamento di scuola private, gli edifici scolastici fatiscenti non a norma, gli accorpamenti che fanno scomparire intere scuole, le classi sovraffollate, il concorsone, sono la chiara dimostrazione che il Ministro Profumo ha un disegno ben chiaro.

L’hanno capito gli studenti del Don Gnocchi di Maddaloni che, costretti in 28 alunni per aula, in piazza hanno innalzato lo striscione “no alle classi pollaio”. L’hanno capito gli studenti del Giordano Bruno che vanno a scuola in un edificio inagibile, e anche gli studenti del Nino Cortese che dopo mobilitazioni spontanee nella loro scuola, sono scesi ancora in piazza a Caserta, perché la lotta non può ridursi alla singola scuola, o alla singola città.

L’occupazione dell’ Ex Biblioteca comunale

Un settore di studenti, durante il corteo,  ha occupato l’ex biblioteca comunale ormai in disuso da tempo con la volontà di utilizzarla, come spazio sociale di aggregazione, dove svolgere svariati tipi di attività.

Attraverso la privatizzazione di tutti i locali pubblici la società non offre infatti alcun tipo di spazio ai giovani, studenti e lavoratori, che sono costretti ad incontrarsi in locali privati, o all’aperto anche d’inverno, senza la possibilità di riunirsi liberamente, di organizzare attività, di avere uno spazio di aggregazione.

Il CSP-Sempre in lotta  ha partecipato alla occupazione dell’ex biblioteca e sostiene non solo a Caserta, ma ovunque, la riappropriazione di spazi pubblici, perché diventino spazi di ritrovo di giovani e lavoratori, luoghi fruibili per assemblee ed eventi di ogni altro tipo.

Purtroppo la burocrazia istituzionale a Caserta, come ovunque in Italia, riconosce la legittimità a spazi aggregativi solo a soggetti burocratizzati. Elemento minimo per poter accedere a favoritismi di questo tipo è l’essere costituito in associazione, avere tutte le carte in regole, e comunque pagare un fitto.

Anche gli studenti dell’ex biblioteca hanno dovuto sottostare a questo dictat, mettendo in pericolo l’esistenza stessa e soprattutto la Resistenza, della loro battaglia.

Infatti finchè il Sindaco Pio del Gaudio vorrà mantenere in vita la “promessa” di riservare parte dello spazio dell’ex biblioteca per gli studenti, si potrà avere una convivenza pacifica con altre associazioni e con il parroco di s.anna. Ovviamente pagando un affitto al comune.

Cosa però impedirà al sindaco di affittare quel sito ad altre associazioni (cosa già paventata in alcuni articoli usciti qualche giorno fa) per avere più affitti, e quindi più soldi per le casse del comune? Ad associazione non si può preferire altra associazione, ma questo significherà far morire la necessità stessa di questi studenti che saranno ridotti a usufruire del luogo in momenti turnari, o magari in spazi di un metro per un metro. La verità è che non si può rispondere all’esigenza  di tutti coloro che necessitano spazi rinchiudendoli in un unico locale, per costringere le esigenze nel più piccolo spazio possibile, mentre interi edifici pubblici vengono venduti ai privati.

Quando il sindaco invece, che già ha posto più volte sul tavolo della trattativa la carta del dissesto, deciderà che quel serve una vendita del locale per risanare le casse del comune, i ragazzi cosa si troveranno in mano? Scuole pericolanti, futuri incerti e diritti fragili ecco il disegno che il governo vuole per studenti e lavoratori. Contro questa volontà e questo disegno ben preciso l’unica strada è la mobilitazione e l’estensione delle lotte. Non vogliamo solo l’ex biblioteca, vogliamo la ri-pubblicizzazione di tutti i servizi sociali sotto il controllo democratico dei lavoratori e dei giovani. Studenti, lavoratori, precari, disoccupati, vivono gli stessi attacchi, in Italia, come in Grecia.

Contro gli stessi attacchi la risposta è unica, per una società diversa noi siamo Sempre in Lotta!

 

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