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“Da trasportati a deportati”, il csu napoli sui trasporti

L’evolversi del problema

 L’avanzare incessante della crisi sta dimostrando ancora una volta la ferma intenzione dei governanti europei, siano essi di centrodestra o centrosinistra, di risolverla mediante una politica di lacrime e sangue, ovviamente subita tutta dalle fasce più basse della popolazione, peraltro le più colpite dalla crisi stessa. Tra i vari tagli al sociale, in particolare ci concentriamo qui sulla situazione pessima in cui versano i trasporti campani, e sulle conseguenze di ciò per lavoratori e studenti (mentre in Val Susa costruiscono la TAV per gli interessi di qualche imprenditore nostrano).

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Che la situazione dei trasporti campani non fosse idilliaca, lo si sapeva già da qualche anno, ma il primo segnale chiaro fu dato dal Consorzio Unicocampania, che ingloba 14 aziende del trasporto pubblico, il 31/03/2011, con un aumento delle tariffe che andava dal 6% per le tratte brevi, fino al 19% per le tratte lunghe (Fascia U). Da settembre tuttavia, vediamo un’ulteriore aggravarsi della situazione, con la soppressione delle agevolazioni tariffarie per studenti medi, universitari, e lavoratori pendolari, a cui vanno ad aggiungersi le riduzioni di tutte le tratte; appare in particolare grave la condizione in cui versa la MetroCampania NordEst (una delle tante Aziende a partecipazione regionale) che, per la prima volta da circa un secolo, ha deciso per la sospensione del servizio ferroviario nei giorni festivi e domenicali, isolando sia l’alto casertano, sia il beneventano, da Napoli e di conseguenza dal resto della regione. L’Azienda ha, inoltre, assicurato le corse,già notevolmente dimezzate, unicamente fino a dicembre, minacciando la soppressione totale della linea o altri gravi tagli a quest’ultima. Non molto migliore appare la situazione nel basso-casertano, dove vediamo il Ctp (Consorzio trasporti pubblici) minacciare la sospensione del servizio, a causa della mancata stipula del contratto di servizio e del mancato pagamento delle prestazioni effettuate dall’azienda di trasporto. Come se non bastasse, appare a rischio anche il piano tariffario integrato UnicoCampania stesso, quello che permette attualmente di utilizzare uno stesso biglietto per uno o più mezzi di trasporto. In questo caso, è un mancato finanziamento da 40 milioni di euro della Regione al Consorzio, la causa del problema. Mancato trasferimento di fondi che causerà anche un aumento delle tariffe che va dal 22% di quelle urbane, fino ad oltre il 50% per chi usufruisce di più di un mezzo.

Chi viene davvero colpito?

 Ovviamente, tutto quanto è stato descritto sopra, va a colpire come già detto, i ceti meno abbienti, che non possono permettersi trasporti alternativi a quelli pubblici in quanto risulterebbero troppo costosi, tra questi, ci occuperemo in maniera specifica degli studenti universitari, che vivono una situazione davvero paradossale. Ma andiamo con calma, possiamo dividere gli studenti in tre grosse fasce: i residenti, i pendolari e i fuori sede. Sebbene la condizione in cui versano i trasporti campani oramai colpisce la collettività tutta, è palese come siano principalmente gli appartenenti alle ultime due categorie a viverla come un incubo. Il pendolarismo, non dovrebbe essere l’unica soluzione per gli studenti fuori sede, in quanto le università dovrebbero garantire un congruo numero di posti letto, in modo tale da sostenere almeno le famiglie più deboli. La realtà dei fatti, è che a fronte di migliaia di studenti fuori sede: a Napoli esistono solo 209 posti, più una struttura a via Brin in costruzione, opera sospesa per il blocco dei fondi posto dalla giunta Caldoro. Così la realtà alternativa a quella del pendolarismo è quella dell’affitto da privati che al 90% si rivelerà essere in nero, in case fatiscenti e prive delle minime misure di sicurezza. Non dimentichiamoci, inoltre, l’elevato costo dell’affitto stesso che può variare tra i 160€ e i 250€ per un posto letto in doppia e fino a 350 euro per una camera singola, in centro o in periferia. Fino ad oggi, l’alternativa del pendolarismo s’era rivelata fattibile, grazie anche alle agevolazioni preposte dal Consorzio UnicoCampania: agevolazioni che come abbiamo visto, stanno per scomparire. Infatti, le riduzioni sugli abbonamenti mensili sono state rimosse già da quasi un anno, lasciando solo quelle annuali. Si rischia, dunque, di giungere alla paradossale situazione descritta precedentemente: uno studente poco agiato, si ritroverà a pagare un abbonamento annuale superiore nell’ordine delle due, o tre volte, rispetto alle sue tasse universitarie!

Un esempio pratico: un abbonamento annuale di fascia U5 attualmente costa 789,80 euro se ordinario, 544,10 per studenti (Isee superiore a 12.500 euro). Notiamo come, nella Federico II ad esempio, la prima fascia di contribuzione al di sopra di Isee 12.500 è la V, che prevede un contributo annuo di euro 448,00. Con la scomparsa delle agevolazioni per gli studenti, un ragazzo di V fascia, si troverà a pagare un abbonamento annuale U5 che ammonta quasi al doppio delle sue tasse universitarie.

Come collettivo universitario lottiamo per :

– Lo stanziamento di maggiori fondi sia per le linee che effettuano corse extraurbane, sia urbane, poiché sempre minori sono i mezzi messi a disposizione della collettività, e sempre più costosi. Questo comporta inevitabilmente un sovraffollamento considerevole, una scarsa puntualità dei mezzi e in molti casi anche l’aumento dei tempo di percorrenza;

– Gratuità dei servizi di trasporto pubblico per le famiglie a basso reddito;

– Una maggiore presenza di enti pubblici nelle società di trasporti, così da poter gestire in maniera nettamente migliore le tariffe agevolate per studenti e lavoratori pendolari;

– Un’università pubblica che possa rendere nuovamente concepibile lo studio come un diritto. Incrementando la costruzione di case dello studente, così da ridurre il tempo sprecato in mezzi di trasporto, peraltro obsoleti, in modo tale da agevolare notevolmente gli studenti;

– Rivendichiamo tutto ciò perchè oltre a volere un’università pubblica, di massa, laica, e di qualità, vorremmo anche poter studiare su di una scrivania, e non su di una ferrovia!

 

 

 

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