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Fermiamo l’autoritarismo nelle scuole!

Il lavoro del collettivo del Pacioli di Crema

Quest’anno gli studenti del Pacioli di Crema, dopo anni in cui la scuola non è stata attiva politicamente, si sono risvegliati partecipando alle mobilitazioni dell’autunno e costruendo un collettivo interno. Insieme a quello dell’Artistico, è uno dei due nuovi collettivi studenteschi della città. Tutto inizia lo scorso Ottobre: alle elezioni per la Consulta Provinciale degli Studenti un membro attivo del CSP ottiene uno dei seggi del Pacioli. Anche grazie a quel seggio e alla collaborazione dei rappresentanti d’istituto, si inizia a lavorare per far partecipare anche il Pacioli alle mobilitazioni contro la Riforma Gelmini. Si scende in piazza il 17 Novembre e il 14 Dicembre e in entrambe le occasioni la presenza del Pacioli è consistente. Il 14 Dicembre, dopo il corteo, alcuni ragazzi del Pacioli, una ventina, decidono di creare un collettivo interno all’istituto, per evitare, come spesso avviene, che nella scuola non resti niente di organizzato dopo le mobilitazioni. A metà Gennaio, dopo aver ottenuto dal preside un’aula per riunirci di volta in volta, iniziamo a lavorare per questo progetto. La prima occasione di “lavoro” si presenta in occasione dello sciopero generale della Fiom del 28 Gennaio: in collaborazione con il Csp di Crema avviamo volantinaggi davanti all’istituto e raccogliamo alcune adesioni per il pullman organizzato per il corteo di Milano, dove partecipiamo allo spezzone del Csp e della Fiom di Crema.

L’autogestione

Dopo questa mobilitazione, il Collettivo decide di avviare azioni più incisive dentro l’istituto: un’autogestione e una campagna per far conoscere i diritti degli studenti e difenderli. Approfittando della presenza di una decina di membri dentro il Comitato Studentesco (unico organo scolastico di partecipazione studentesca dentro l’istituto) proponiamo una giornata di autogestione che è accolta molto bene dagli studenti e viene fissata per il 6 maggio. Il preside si muove subito per boicottare l’autogestione: le autorità scolastiche si vogliono intromettere nell’organizzazione, ci viene impedito di riunirci durante l’orario scolastico per organizzarla, viene impedito ad alcune associazioni di entrare a scuola, si obbligano i rappresentanti di classe ad inviare una lettera in cui devono comunicare l’adesione della loro classe all’autogestione. Addirittura si impedisce a due classi di seconda di partecipare a un corso sull’omofobia organizzato in collaborazione con l’Arcigay e si cancellano alcuni progetti già pronti all’insaputa dei rappresentanti di classe e in assenza dei membri del collettivo. Nonostante i boicottaggi della presidenza l’autogestione ha un grande successo e coinvolge più di 700 studenti di circa 35 diverse classi, fatto che non avveniva da 6 anni. Al di là del successo, però, riteniamo inaccettabile che l’autorità scolastica si intrometta nella gestione dell’autogestione: un’autogestione è un momento di confronto e di lotta dove sono gli studenti a decidere. La collaborazione con professori e lavoratori della scuola per noi è importante (anche loro sono colpiti dagli attacchi alla scuola pubblica) ma boicottare le mobilitazioni degli studenti è un’altra cosa e non possiamo tollerarlo. Gli studenti del Pacioli non vogliono che si ripetano simili episodi di autoritarismo e quindi il collettivo chiederà che si metta nero su bianco, in una commissione paritetica di studenti e docenti, che le attività dell’autogestione non possono essere boicottate da preside e professori in nessun modo.

Lo sportello sui diritti

Partendo da questa vertenza, il Collettivo sta avviando un’altra campagna sul secondo punto che si era proposto, quello di far conoscere i diritti degli studenti dentro la scuola e difenderli. Con questo obiettivo il Collettivo sta costruendo uno sportello sui diritti, che informi gli studenti e che raccolga le segnalazioni dei casi di autoritarismo. Ancor prima di trovare un luogo fisico per lo sportello, abbiamo già ricevuto alcune segnalazioni da parte degli studenti. Questa attività secondo noi sarà molto utile, perché da sempre il movimento ha avuto un problema: durante l’autunno è forte, ha tante attività e ha modo di tenere alta la presenza dentro gli istituti ma dopo gennaio si “sgonfia”. L’attività del collettivo invece garantirà anche quando le mobilitazioni sono più deboli una presenza organizzata nella scuola per fermare l’autoritarismo di presidi e professori. Un primo passo che abbiamo fatto è stato raccogliere la normativa scolastica in modo da bloccare subito i soprusi che la violano: i presidi infatti tengono appositamente nascosti agli studenti anche i loro diritti riconosciuti e l’esistenza di organi di garanzia. Per fare un esempio, spesso capita nelle scuole italiane che il Preside o un professore minaccino gli studenti di espulsioni, note e altri provvedimenti disciplinari se partecipano ad uno sciopero o a una manifestazione. Questo però è vietato dall’ art. 4, comma 4, del D.P.R. 249/98 (Statuto delle Studentesse e degli Studenti): “in nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità”. Il preside o i professori non possono neanche sanzionare degli studenti per il solo motivo di aver distribuito dei volantini dentro o davanti l’istituto. D’ora in poi quindi lavoreremo per impedire episodi del genere, se necessario ricorrendo anche agli organi di garanzia dell’istituto, provinciali o regionali, oltre che agli Usr e Usp. Sappiamo però che lo strumento legale non si può utilizzare sempre, perché tanti diritti non sono riconosciuti e perché, anche quando sono riconosciuti, spesso solo una mobilitazione può far sì che vengano applicati. Per questo useremo i regolamenti come uno strumento in più, ma ogni volta lavoreremo per denunciare l’autoritarismo nella scuola, se necessario organizzando delle mobilitazioni che difendano i nostri diritti e ne creino di nuovi. Soprattutto, vogliamo mostrare che come studenti l’unico modo che abbiamo per difendere i nostri diritti è attivarsi in prima persona e organizzarsi insieme. Il lavoro da fare è tanto, ma il Collettivo si sta dimostrando combattivo e agguerrito!

Alessio Maganuco (collettivo Pacioli – Csp Crema)

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