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13 febbraio: difesa della “morale”?Noi rispondiamo difesa dei diritti!

Testo del volantino distribuito dal Collettivo Autunno Caldo Csu Bologna nella manifestazione delle donne del 13 febbraio.

Gli scandali di palazzo a cui assistiamo, tornano a porre la questione di genere come prioritaria, e da più parti sale sdegno e rabbia per il modello sociale imposto dal berlusconismo, che vuole la donna come una schiava e uno strumento di piacere (a pagamento!).Il “decadimento dei costumi e della morale” sembra essere il tema di queste settimane, in realtà la questione morale è sempre un facile pretesto per gettare un pò di fumo negli occhi e distogliere l’attenzione da quelli che sono problemi vissuti dai lavoratori e dalle lavoratrici, ma soprattutto per confondere la vera linea di demarcazione tra oppressi e oppressori.

La lotta per una vita dignitosa da parte delle donne non ha niente a che vedere con le grida di scandalo contro i festini di Berlusconi! La questione di genere è un problema grave e in continuo peggioramento: le retribuzioni di una donna sono nettamente inferiori a quelle di un uomo a parità di qualifica, la precarietà, ricatto generale nei confronti di tutti lavoratori, grava molto di più sulle donne che vengono discriminate se rimangono incinte. A questo va aggiunto lo smantellamento del welfare pubblico, portato avanti negli ultimi anni da governi di centro-sinistra e centro-destra con privatizzazioni, peggioramento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori e una stretta collaborazione con la chiesa.

Negli ultimi mesi è stato annunciato a Bologna un taglio di 20 milioni di € e che graveranno sul taglio agli asili nido, alle materne e all’assistenza ad anziani e disabili. Questi sono tutti servizi che dallo stato vengono ceduti direttamente sulle spalle delle donne. Certo non sarà un problema per tutte quelle che possono pagarsi nidi privati, badanti e baby sitter, ma per una donna lavoratrice che vive del proprio salario lo smantellamento dei servizi significa solo avere un doppio lavoro, di cui uno non pagato!

Rifiutiamo il modello di donna imposto da governo e dalla chiesa di “angelo del focolare” quando secondo i dati Istat, il 69,7% delle violenze è inflitto dal partner. Oggi in un contesto di crisi economica questa violenza è più che mai evidente. La famiglia diventa così una facile valvola di sfogo della violenza provocata dai mezzi stessi a cui il capitale ricorre per uscire dalle crisi: orari di lavoro ai limiti della resistenza, salari da fame, licenziamenti, precarietà, attacchi ostinati alla dignità dei lavoratori e ai loro diritti sindacali.

Pensiamo che solo attraverso la lotta dei lavoratori contro lo sfruttamento si possa conquistare una vita dignitosa per le donne, proprio come avvenuto con le lotte iniziate con l’”Autunno Caldo” del ’69 attraverso cui si è ottenuto diritti fondamentali come aborto e divorzio, proprio quei diritti che ora sono sotto attacco, sia ideologicamente che materialmente. Oggi la lotta iniziata dalla Fiom contro Marchionne, Governo e Confindustria deve essere il perno per il lavoro in questa direzione. Per questo sosteniamo il contributo dato dalle metalmeccaniche a Cervia in vista della mobilitazione di oggi, che pone la questione femminile da un punto di vista di classe e non meramente morale.

Lottiamo per:

-il ritiro dei tagli al welfare e per un aumento dei finanziamenti statali al welfare

-la difesa del ccnl e dei diritti dei lavoratori

-le dimissioni governo

LA DONNA LIBERA DALL’UOMO, ENTRAMBI LIBERI DAL CAPITALE!

 

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