You are here: Home // Nazionale // Noi non pieghiamo la testa!Il 16 ottobre tutti a Roma!

Noi non pieghiamo la testa!Il 16 ottobre tutti a Roma!

Sono passati 2 anni dai tagli della Gelmini all’istruzione pubblica e la situazione è più critica che mai. I soldi sono sempre meno e questo vuol dire meno professori, meno personale tecnico-amministrativo, meno laboratori, meno ore di lezione (ma ritmi di studio sempre più alti), meno uscite didattiche, meno servizi. In compenso il licenziamento di massa più grande della storia d’Italia (più di 130.000 precari lasciati a casa in 3 anni) significa avere aule sovraffollate, con classi di 30 studenti con casi limite di 40 o 50. Le risorse per la ricerca sono ridotte ai minimi termini. Le scuole e le università cadono letteralmente a pezzi: la settimana prima della riapertura è crollato il tetto di una scuola elementare a Milano e la tragedia si è evitata solo perché la scuola era ancora vuota.

In compenso i soldi per le scuole private non mancano mai: buoni-scuola, doti-scuola, regali al potere religioso (4,5 mln di euro della regione Lombardia serviranno a costruire una scuola privata di Comunione e Liberazione). E le università pubbliche vengono costrette a trasformarsi in fondazioni private. Il disegno è chiaro: distruggere l’istruzione pubblica e dare tutto in mano ai privati. Se hai i soldi puoi studiare, se no meglio andare a lavorare senza fare storie.

È un attacco non solo agli studenti ma a tutti coloro che non possono comprarsi i propri diritti con un assegno. E infatti intanto si diminuiscono i salari, aumenta la disoccupazione, si alza l’età per la pensione dei lavoratori pubblici, si prova a distruggere il contratto nazionale, si pretendono condizioni di lavoro schiavistiche come a Pomigliano, che ci ha messo poco a fare scuola per le aziende italiane.

Per garantire che nessuno fiati si sommano una dopo l’altra le misure repressive: si attacca il diritto di sciopero, abbiamo l’esercito per le strade, si muore nelle carceri, gli immigrati sono deportati in lager chiamati Cie, persino trovarsi in piazza per bere qualcosa insieme la sera diventa un atto sovversivo, e intanto a scuola per essere bocciati basta avere 50 assenze in un anno, o avere una sola materia insufficiente a settembre, o avere una condotta “non conforme” a quella dei piccoli signorsì in cui ci vogliono trasformare.

Ma noi non pieghiamo la testa. A Pomigliano la Fiat voleva distruggere ogni residua resistenza, e invece proprio lì i lavoratori hanno detto “No” e hanno mostrato che resistere si può. L’esempio di Pomigliano ha viaggiato rapidamente, a Melfi e in tante fabbriche e aziende, fino alle proteste dei precari della scuola e dei ricercatori universitari. Il 16 ottobre chi non si piega sarà a Roma, a fianco della Fiom, che combatte una battaglia per la vita o per la morte contro i padroni, il governo e un’opposizione parlamentare complice fino all’ultimo. È la lotta di tutti noi, è la lotta di chi resiste.

*Il Csp-Csu aderisce all’Appello operaio per la manifestazione del 16 ottobre. (il testo si può leggere sull’omonima pagina Fb).

MATERIALE


 

comment closed

Copyright © 2009 Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco. All rights reserved.
Designed by SempreInLotta. Powered by SempreInLotta.