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Sciopero generale nazionale 25 giugno

(Volantino scritto dal Collettivo Autunno Caldo-Csu Bologna)

LA CRISI FINISCE QUANDO INIZIA LA LOTTA

Per resistere agli attacchi, organizzare il conflitto

Continuano incessantemente gli attacchi alla condizione di vita ed ai diritti di lavoratori, studenti, disoccupati e precari. La risposta alla crisi economica da parte delle istituzioni è stata, più che insufficiente, fortemente negativa nei confronti delle fasce più deboli della società mentre favorisce ancora una volta i privilegi dei soliti noti. L’ultima finanziaria varata dal Governo mirata a salvare le principali banche europee prendendo i soldi dal welfare, bloccando i salari e il turn-over e aumentando l’età pensionabile. Tutto ciò associato a leggi repressive, lesive dei diritti dei lavoratori e delle libertà collettive ed individuali (ad es. il ddl sull’arbitrato e la cosiddetta legge bavaglio). Sul fronte dell’istruzione si continuano a ridurre i finanziamenti pubblici, mentre vengono aumentati per le scuole private e per le ore di religione. Questo sta portando le scuole e gli atenei ad affidarsi a banche e affaristi per far fronte al deficit. Contro questi attacchi ci sono state delle lotte parziali, ma anche molto radicali, che hanno avuto il limite di non allargarsi ad altre vertenze significative, come quelle per difendere i siti produttivi a rischio chiusura.

E’ necessario lottare contro l’aggressione di classe da parte di governo e confindustria, facendo un fronte comune tra studenti, lavoratori dell’istruzione e gli operai in lotta, come i lavoratori delle ex Officine Grandi Riparazioni di Trenitalia (OMC-ETR) che proprio qui a Bologna si stanno mobilitando contro la chiusura dello stabilimento.

A Pomigliano il referendum sull’accordo separato firmato da Cisl, Uil, Ugl, Fismic, nonchè promosso dalla destra e dal Partito Democratico, ha un significato chiaro: gli operai di hanno detto NO al ricatto Fiat, allo sfruttamento di tutti i lavoratori, all’azzeramento dei diritti sindacali, nonostante le minacce di rappresaglia e la campagna diffamatoria nazionale nei loro confronti.

I lavoratori a Pomigliano si sono messi sulle spalle l’intero peso del conflitto di classe.

Per questo vogliamo essere presenti di fronte ai luoghi di lavoro per informare ed unificare la lotta che si preannuncia davvero importante per il futuro di tutti i lavoratori.

Sia il programma rivendicativo che il metodo dello sciopero generale del 25 giugno indetto dalla CGIL sono insufficienti rispetto all’entità della crisi, ma è essenziale utilizzare questa data per far si che non si tramuti in un fuoco di paglia isolato, ma che sfoci in un percorso di lotta permanente.

Studenti e lavoratori devono marciare insieme nelle stesse strade per rivendicare:

-Istruzione pubblica, laica, gratuita e di qualità per tutti;

-Stop alle privatizzazioni: per la ripubblicazione dei servizi essenziali, dall’acqua ai trasporti;

-Nazionalizzazione delle aziende in crisi e dei settori essenziali per l’economia;

-Blocco dei licenziamenti ed assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari;

-Reddito minimo garantito.

STUDENTI E LAVORATORI, LA STESSA CRISI, LA STESSA LOTTA!

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