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CSP-CSU: verso la conferenza nazionale

Il 12 e 13 maggio a Bologna si terrà la conferenza nazionale del Csp-Csu (Comitato in difesa della Scuola Pubblica – Coordinamento Studentesco Universitario). Questo appuntamento cade in un contesto di drammatico peggioramento delle condizioni di studio e di vita dei giovani. L’esaurimento del piano di tagli sancito dalla coppia Gelmini-Tremonti lascia alle sue spalle un’istruzione pubblica in ginocchio, fra scuole e facoltà accorpate, corsi di studio aboliti, personale docente e non docente ridotto, aule sovraffollate, servizi e agevolazioni cancellati. Lo studio è sempre meno un diritto e un’istruzione di qualità è sempre più un privilegio riservato a chi se lo può permettere. L’abolizione del valore legale del titolo di studio sancirebbe formalmente questa situazione, ma già oggi possiamo dire che il titolo di studio vale davvero se lo prendi nelle università rinomate e se lo puoi accompagnare con master da migliaia d’euro.

Fuori dalle scuole la situazione non migliora: l’occupazione giovanile a febbraio è arrivata al 31,9%, con un aumento del 4,1% su base annua. La riforma del lavoro in discussione estende il precariato e limita i diritti. Ai giovani è negata nei fatti una prospettiva di vita dignitosa, tant’è che ormai è generale la consapevolezza che questa generazione di giovani per la prima volta avrà condizioni di vita peggiori di quella precedente.

A fronte di questa situazione, grandi movimenti giovanili si sono sviluppati in Grecia, Spagna, Usa e altrove negli ultimi anni. Pongono in discussione il sistema in crisi e cercano un’alternativa. Anche in Italia abbiamo avuto mobilitazioni importanti nel contesto della crisi, se pensiamo all’Onda del 2008, al dicembre 2010 o al corteo del 15 ottobre dell’anno scorso.

Questi movimenti mostrano una disponibilità alla lotta che però ha bisogno di legarsi con le lotte più complessive presenti nella società e in particolare col movimento operaio per mettere in discussione lo status quo esistente. In Europa un processo del genere sta prendendo forma; in Italia scontiamo ancora più che altrove la mancanza di un conflitto all’altezza degli attacchi che riceviamo. Il moderatismo delle direzioni politiche e sindacali, che si riflette in quelle delle principali strutture studentesche e giovanili, contribuisce a questo problema, e infatti è diffuso un forte pregiudizio nei confronti delle organizzazioni tradizionali. Solo organizzati però potremo avere la forza per resistere, agli attacchi del governo come alla repressione poliziesca o di un preside o di un rettore, piuttosto che alle aggressioni fasciste che tornano oggi per colpire chi alza la testa.

Con quali idee e metodi organizzarci è il centro della discussione che in queste settimane si svolge nei collettivi del Csp-Csu e che proponiamo a studenti o strutture che si vogliono confrontare con noi su questi argomenti. Queste discussioni avranno poi il momento conclusivo nella due giorni di Bologna, dove si riuniranno i delegati eletti nelle diverse città e dove invitiamo chiunque voglia confrontarsi con noi sui compiti che abbiamo davanti.

 

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